DOOM LOOP (La Spirale della Morte - Italiano)
Quando arriva, sei pronto?
L’estate è generalmente un periodo di relax in cui si pensa alle vacanze.
Quest’estate, il mondo ha celebrato il rituale esoterico dei Mondiali di calcio, come spiegato in questo breve video dell’ottimo Dimitri Revolt: https://www.facebook.com/reel/1218999953685359
«La finale dei Mondiali è stata un rituale massonico che ha segnato la morte del vecchio sistema monetario e la nascita della valuta programmabile del Nuovo Ordine Mondiale.»
L’estate è la stagione in cui si prepara il terreno per quei cambiamenti epocali che, di solito, si manifestano con particolare violenza tra i mesi di settembre e ottobre.
Un episodio storico che spicca su tutti per rilevanza è la chiusura della convertibilità del dollaro in oro (”Gold Window”) decisa dal presidente Nixon il 15 agosto 1971.
Il mese di ottobre, in particolare, è spesso caratterizzato da eventi significativi sui mercati finanziari. Questa ricorrenza ha dato origine all’espressione “October Surprise” (sorpresa di ottobre), che indica una notevole concentrazione di eventi storici negativi verificatisi frequentemente proprio in questo mese.
L’ “effetto ottobre” si riferisce all’aspettativa psicologica secondo cui i cali finanziari e i crolli di borsa avrebbero maggiori probabilità di verificarsi in questo mese rispetto a qualsiasi altro periodo. Il panico bancario del 1907, il crollo della borsa del 1929 e il “Lunedì nero” del 1987 avvennero tutti in ottobre, così come la Rivoluzione russa (nota anche come “Rivoluzione d’ottobre”), un evento sanguinoso orchestrato da Wall Street, come documentato dal professor Anthony Sutton.
Ecco un passo tratto dal libro di Galbraith riguardante le conseguenze monetarie del disastro economico seguito alla Rivoluzione d’Ottobre:
«……Le banconote avrebbero poi assolto una funzione analoga per i sovietici durante e dopo la Rivoluzione russa. Nel 1920, circa l’85 per cento del bilancio statale veniva coperto attraverso la stampa di cartamoneta. In quell’anno — o poco dopo — uno studente di economia di Harvard si recò in Unione Sovietica. Seguendo il consiglio di altri turisti avventurosi dell’epoca, si mise in tasca un rotolo di carta igienica. Un giorno, su un tram affollato di Mosca, sentì la mano di un borseggiatore scivolargli in tasca. Con sua sorpresa e soddisfazione, si rese conto che il ladro aveva preso di mira la tasca contenente la carta igienica anziché quella con le banconote. Fu proprio la carta igienica che il borseggiatore sottrasse con destrezza; solo in seguito il giovane studioso comprese che quel delicato prodotto, di cui era stato privato, valeva più del mazzo di banconote che portava nell’altra tasca.»
Ogni crisi porta sempre a gravi perdite. E il circolo vizioso della rovina si annida sempre nell’ombra, cogliendo di sorpresa tutti coloro che non sanno interpretare i segnali e che non sanno dove guardare.
Ecco un avvertimento di Andrei Jikh.
«Quando un mercato azionario si regge sul denaro preso in prestito – la cosiddetta leva finanziaria – non è necessario che qualcuno decida volontariamente di vendere: la vendita scatta in automatico. Come funziona? Quando acquisti azioni a debito e il loro prezzo scende sotto una certa soglia, il broker ti invia una “margin call” (richiesta di integrazione del margine); in sostanza, ti dicono: “Ehi, deposita altra liquidità entro domani mattina, altrimenti venderemo tutte le tue azioni al posto tuo”. E se non hai il denaro necessario, il broker vende le tue quote a qualsiasi prezzo di mercato, chiaro?
Non aspettano un prezzo migliore. Non si curano del fatto che tu sia in perdita del 40%: procedono e basta. Ora, tutte queste vendite forzate spingono ulteriormente al ribasso i prezzi delle azioni, innescando nuove richieste di margine per il gruppo successivo di investitori – magari quelli entrati un po’ prima – il che fa scendere ancora di più i prezzi, giusto? E questo genera altre richieste di margine. Hai capito l’idea: è una spirale infernale!»
Ora, sulla soglia di una spirale perversa — probabilmente innescata dalla bolla dell’IA e dai mercati asiatici già in fase di collasso — soffermiamoci su questo grafico:
Cosa osserviamo? Un massiccio spostamento verso l’oro, a scapito dei titoli del Tesoro denominati in dollari statunitensi. E sapete perché non sono sorpreso? Perché succede ogni volta che il mondo ha bisogno di un riaggiustamento monetario.
Per esempio, cito di nuovo J.K. Galbraith:
1933 - RIVALUTAZIONE DELL’ORO - A partire dall’autunno 1933, il governo USA cominciò a comprare oro a prezzi sempre crescenti. La Federal Reserve, come era troppo raffinata per cavare dai guai le banche in cattive condizioni, lo era anche per far propria una faccenda discutibile come la teoria monetaria di George F. Warren. Si ricorse quindi, come per la questione del mutuante d’ultima istanza delle banche in crisi, alla RFC (Reconstruction Finance Corporation).
Fu lo stesso Roosevelt a stabilire i prezzi ai quali l’oro sarebbe stato acquistato.
In seguito lo avrebbero criticato per l’irresponsabilità con la quale, facendo colazione con il segretario al Tesoro Morgenthau e con il direttore della RFC Jesse Jones, decideva quale sarebbe stato il prezzo dell’indomani.
In un’occasione si decise di aumentarlo del 21 per cento. Perché proprio questo numero?
Perché 21 è il prodotto di tre per sette e sembrava portar fortuna.
Nessuno al mondo potrebbe dire quale sarebbe stata la differenza tra un parere meditato e un parere sconsiderato, e neanche se l’uno sarebbe stato migliore dell’altro. Ma quando si tratta di denaro, si esigono sempre solenni meditazioni anche quando i motivi della scelta sono avvolti nell’ignoranza. Il prezzo dell’oro, che era in partenza di 20,67 dollari all’oncia, venne dunque gradatamente aumentato con questi sistemi sino a raggiungere il livello di 35 dollari circa all’inizio del 1934. In un primo tempo si acquistava soltanto l’oro appena estratto, poi tutto quello che si riusciva a trovare.
Quell’episodio accadde poco prima della devastazione della Seconda Guerra Mondiale.
Le guerre sono sempre state la migliore opportunità di business per le banche.
Le banche sono imprese commerciali che si definiscono “istituti di credito”. Eppure, omettono di spiegare che il credito appartiene a loro, mentre il debito appartiene a tutti gli altri.
L’obiettivo è consolidare la ricchezza privando tutti di proprietà, libertà e, soprattutto, ORO.
Un altro episodio, questo del 1861, è solo uno dei tanti, praticamente identico alla situazione attuale. Perché la storia insegna, ma la gente dimentica.
《Negli anni precedenti la Guerra Civile Americana, la valuta accettata era la moneta d’argento o d’oro, con una sempre più decisa preferenza per quest’ultimo. Nel 1834 e nel 1837 appositi decreti ridussero il peso in oro del dollaro rispetto a quello in argento. (1 dollaro d’argento rimase a 371,25 grani di metallo puro, mentre quello del dollaro d’oro scese da 24,75 a 23,22.)
(US. Bureau of Census, Historical Statistics of the United States, Colonial Times to 1957, Washington 1960, p. 636.)
Si è affermato, sin dai tempi antichi, che la verità è la prima vittima della guerra.
Ma è possibile invece, che la prima vittima sia la moneta.
Nell’anno fiscale che si chiuse il 30 giugno 1861, le spese del governo degli Stati Uniti ammontarono a 67 milioni di dollari, L’anno successivo salirono a 475 milioni. E continuarono a aumentare anche negli anni seguenti arrivando nel 1865 al livello, non più raggiunto sino al 1917, di un miliardo e trecento milioni. Dovendo affrontare spese così ingenti, Salmon Portland Chase reagì alla situazione con una storica mancanza di risolutezza. Mise solennemente in guardia contro l’ipotesi di ricorrere alla moneta cartacea: «…non si potrebbe immaginare un espediente più sicuramente funesto per impoverire le masse e screditare il governo di un paese”.
L’anno fiscale che scadeva il 30 giugno 1862, il governo dispose di entrate per 52 milioni di dollari. E poiché ne spese 475, registrò un deficit, davvero alto, di 423 milioni.
Le entrate coprivano appena l’11 per cento delle uscite.
Nel triennio successivo si aumentarono le tasse e ci fu anche la notevole innovazione, quantunque di breve durata, di un’imposta sul reddito. Ma le ineluttabili pressioni della guerra determinavano un aumento assai maggiore delle spese.
Nel 1865 le entrate ammontarono a 334 milioni, ma il deficit s’avvicinava ormai al miliardo. Venne coperto con l’emissione di moneta cartacea e con i prestiti.
A partire dal 1862, Jay Cooke organizzò uno staff di 2500 venditori per convincere la gente ad acquistare Titoli di Stato e sostenere così l’Unione.>>
Adesso, con il GENIUS ACT, sta avvenendo la stessa identica cosa: comprare Titoli di Debito Pubblico statunitense attraverso la tecnologia. A tal proposito, si applica ancora una volta alla lettera la citazione summenzionata: «non si potrebbe immaginare un espediente più certamente disastroso per impoverire le masse e screditare il governo di un Paese!»
Il risultato è sempre lo stesso:
1) Le banche centrali finiscono con avere la totalità delle riserve auree
2) Le masse dei cittadini finiscono per trasformare tutto quello che hanno in debito (anche asset reali) che viene poi svalutato fino allo zero.
Basterebbe leggere la storia....ma chi lo fa?
Consapevole di questo fallimento, ecco cosa sta facendo la Cina:
« Stanno creando una propria versione di mercato in cui possono garantire che il banco non bari; è per questo che, a partire dal 24 luglio, bloccheranno la negoziazione di oro “cartaceo” (titoli rappresentativi di oro) rivolta agli investitori al dettaglio. Non è una coincidenza, dato che nello stesso arco temporale la Cina sta anche avviando la seconda fase del suo piano: il nuovo sistema di regolamento per l’oro. Ciò significa che il prezzo dovrà riflettere la reale domanda e offerta, anziché una montagna di titoli cartacei utilizzati per scommettere sull’andamento futuro del prezzo dell’oro. Si tratta di una vera e propria formazione del prezzo! Grazie ai controlli sui capitali imposti dalla Cina, le nazioni straniere non possono facilmente intervenire o interferire. Ed è qui che entra in gioco Hong Kong. »
Hong Kong fungerà da porta d’accesso: Shanghai stabilisce il prezzo sulla base di un’effettiva scoperta di mercato, mentre Hong Kong consente al mondo di negoziarvi; combinando questi due elementi, si ottiene un sistema finanziario parallelo — destinato a porsi al di fuori dell’orbita del dollaro — che si candida a diventare l’alternativa ai sistemi di Londra e New York.
Ora, come facciamo a sapere quanto sarà importante questa novità? Ciò che sappiamo è che Hong Kong sta aumentando la capacità dei suoi caveau fisici da circa 200 a oltre 2.000 tonnellate, decuplicandola ». (Andrei Jikh)
In sintesi, cosa abbiamo?
Una cascata di liquidazioni a catena “DOOP LOOP” già iniziata sul mercato coreano KOSPI, innescata dai titoli tecnologici.
https://www.reuters.com/world/asia-pacific/south-korea-stock-rout-breaks-records-sk-hynix-earnings-disappoint-2026-07-29/
Un vorace accumulo di oro da parte di tutte le banche centrali.
Personalmente, avendo compreso questi due aspetti della realtà di quest’estate ed essendomi documentato su quanto accade durante le guerre e i disastri valutari, ritengo ovvio che una persona accorta scelga di detenere dell’oro piuttosto che restare intrappolata nella spirale della rovina fino alla fine.
Prova a immaginare il senso di vergogna, di colpa e di rimpianto che ti tormenterà se, dopo aver letto questa newsletter, non agirai e perderai gran parte dei tuoi risparmi. Riuscirai a conviverci? Davvero. Chieditelo!
Stammi bene e non arrenderti mai senza combattere.
Andrea Cecchi - +39 335 5707880






"Basterebbe leggere la storia....ma chi lo fa? "
I cinesi conoscono la storia occidentale, inclusa quella monetaria, molto meglio di noi
Grande Andrea!