IL JENGA DEI REPO 2

E il superciclo delle Commodities

IL JENGA DEI REPO 2

Nella precedente newsletter IL JENGA DEI REPO, https://andreacecchi.substack.com/p/il-jenga-dei-repo

abbiamo  visto in modo approfondito come funziona il mercato dei REPO e il ruolo che questo complesso mercato ha nella determinazione dell’economia globale, puntando i riflettori su come determinate scelte ed imposizioni economiche da parte della politica, maturino come conseguenza diretta di ciò che avviene nel mercato dei REPO. Abbiamo visto come un segnale di pericolo che partiva proprio da qui, sia stato utilizzato dalla Banca Regolamenti Internazionali, per concertare un’operazione economica globale di creazione monetaria di dimensioni gigantesche ed un contestuale congelamento dell’economia del mondo globalizzato, per impedire la velocità di circolazione della moneta e cercare quindi di rallentare l’esplosione inflattiva, nonché quella dei mercati azionari e del debito. Ciò che è avvenuto, è ormai visibile a tutti. Sono stati creati svariati trilioni di nuova moneta da parte delle banche centrali. Questa nuova moneta, non è uscita dal sistema se non in minima parte. Lo scopo era quello di tappare le falle di liquidità presenti nel rischio controparte dei mercati derivati e dei REPO. I lockdown sono serviti ad azzerare la velocità della circolazione della moneta e quindi l’inflazione. Tutti i soldi creati, sono congelati dentro le borse, dentro il sistema bancario ombra, e in vari schemi di monete virtuali che non servono per investimenti o per creare occupazione, lavoro e serenità, ma che stanno lì, dentro a dei pc o degli smartphone, sottoforma di bit, senza trasformarsi in nessun tipo di beneficio tranne quello di creare un’ euforica sensazione di ricchezza virtuale da parte di chi questi bit li detiene.

Ho spiegato queste cose in modo molto accurato nelle precedenti newsletter. Adesso mi preme invece far notare che il problema del mercato dei REPO non è affatto finito e che è nuovamente protagonista di nuovi segnali di allarme.  Questo ottimo articolo https://www.zerohedge.com/markets/here-we-go-again-zoltan-warns-repo-market-verge-major-shock-key-funding-rate-turns-negative ci pone nuovamente davanti ad un “focolaio” di nuovi problemi che si stanno manifestando proprio in seno allo stesso mercato le cui difficoltà hanno portato alle misure estremamente drastiche dell’attuale situazione economica e del Grande Reset.

L’opinione pubblica è abilmente distratta dal gioco dei figuranti. È più facile seguire le vicende dei soggetti visibili, i vari Draghi, Trump, Macron ecc. che le TV ci mostrano. La gente si appassiona, come nella trama di un film, dei protagonisti visibili. È la natura umana. Lo sforzo di capire le dinamiche economiche che stanno dietro al palcoscenico, è riservato a poche persone. Allora, prima di procedere oltre, dimentichiamoci un attimo dei guitti più o meno irrilevanti che ci vengono fatti vedere. Il vero protagonista di tutta questa maledetta storia è il dollaro americano e come diretta conseguenza, tutto il sistema monetario globale che gli ruota intorno, essendo il dollaro la valuta di riserva globale, la valuta in cui sono espressi i commerci e la quasi totalità dei mercati finanziari. I cosiddetti “capi di stato” sono solo dei lettori di comunicati scritti da altri, contenenti decisioni prese da altri. Le decisioni vengono prese nei circoli elitari dei banchieri e dei grandi gruppi economici. Chiarito questo, passiamo a vedere cosa sta succedendo adesso nei mercati economici.  

A settembre 2019 ci fu un problema nel mercato dei REPO che dette origine a tutte le manovre economiche poi denominate Grande Reset. La “variante” REPO, nel caso dell’attuale situazione problematica, non è più causata dai tassi interbancari che schizzano in su, come nella precedente situazione del settembre 2019. Adesso, secondo l’autore dell’articolo, il problema sta nei tassi che premono per diventare negativi.

Cercherò di riassumere il succo dell’articolo che è scritto in modo complicato. Spero di renderlo comprensibile.

Tralasciando la parte puramente tecnica, su come si formano le curve dei tassi nel mercato dei tassi d’interesse, l’articolo punta a sottolineare come lo tsunami di liquidità, gettato con l’idrante sull’incendio del castello di carte dei REPO, abbia ottenuto l’effetto desiderato: ovvero quello di far tornare a scendere i tassi. Perché i tassi devono scendere? Perché se salgono, si innesca la margin call sul rischio controparte del mercato dei titoli di stato nel mondo dei derivati iper speculativi. Si tratta di cifre astronomiche tenute in piedi da debito controparte e da un filo molto sottile di fiducia. Se manca la fiducia reciproca, come abbiamo visto, deve intervenire la banca centrale e fermare la reazione a catena delle margin call, gettando palate di soldi a richiesta. Ormai, dopo la crisi del 2008, il meccanismo è rodato e non si sono verificate più crisi sistemiche. Ad ogni accenno di crollo, è intervenuto il Plunge Protection Team della Federal Reserve a tamponare le falle con denaro creato dal niente e distribuito a profusione. Ma il problema non è mai stato radicalmente risolto. E si ripresenta sotto nuove forme che richiedono nuovi strumenti. In questo caso, i trilioni di dollari immessi nel mercato dei REPO, hanno si abbassato i tassi, ma li stanno abbassando troppo, creando i presupposti per lo stesso problema del settembre 2019, ma all’incontrario. Infatti, i tassi, schiacciati sotto una coltre di dollari, stanno sprofondando in quota negativa, e ciò è ugualmente un problema, proprio come quando i tassi salivano troppo.

Questo è ciò che scrive il guru dei REPO Zoltan Pozsar:

“Quello che sta avvenendo adesso è esattamente l’opposto, di ciò che è avvenuto nel settembre del 2019, ma in misura  molte, molte volte più grande, perché circa 1 trilione di riserve stanno per essere iniettate nel sistema prelevando cash dai conti di deposito che il Ministero del Tesoro ha presso la Federal Reserve.

A settembre 2019 discutevamo del fatto che il sistema era a corto di riserve. Troppi Buoni del Tesoro usati come collaterale a garanzia stavano confluendo nel sistema ed avevamo bisogno di un prezzo fisso e di una collocazione totale nel mercato dei REPO, per assorbire l’eccesso di collaterale. Le banche erano vincolate dal laccio della liquidità infra-giornaliera che impediva loro la possibilità di prestare soldi nel mercato dei REPO. Quando i prestiti si fermarono, i tassi esplosero. Oggi, invece, il sistema bancario è a corto di bilancio e i fondi monetari, a corto di collaterale. Presto ci sarà troppo cash nel sistema. Il TGA (Treasury General Account – ovvero il conto corrente che il tesoro americano usa per la spesa corrente) passerà da 1,6 trilioni a 500 milioni di dollari prima della fine di giugno”.

Questo è ciò che scrive l’esperto di Credit Suisse: “ questa diminuzione di circa 1$ trilione, sarà dovuta sia a ondate di spesa fiscale che aumenterà i depositi presso le principali banche, o, se la spesa procede troppo lentamente, al rimborso dei Titoli di Stato. L’emissione di Coupons sarà di 1.4$ trilioni nella prima metà e a seconda di quale scenario prevarrà, se quello della spesa o il rimborso dei titoli, questi Coupons saranno comprati soprattutto dalle banche o dalle banche ombra”.

E questo ci porta al punto chiave: perché siamo sull’orlo di vedere un altro scoppio di fuochi d’artificio nel mercato dei REPO quando i tassi diverranno negativi. Le banche non hanno caratteristiche di bilancio adeguate, presso le sussidiarie operative, a supportare l’aggiunta di 1$ trilione aggiuntivo di depositi, riserve e Treasuries.

Insomma. Ci troviamo davanti allo stesso mercato dei REPO che era in difficoltà per mancanza di liquidità, che adesso è nuovamente in difficoltà perché di liquidità ce ne è troppa e il rischio è adesso quello di avere tassi negativi che creino nuovi sbilanci nel mercato interbancario. Potrebbe scoppiare tutto stavolta?

La soluzione sembra essere nuovamente la Federal Reserve, che consentirà il deposito della liquidità in eccesso con apposite partite contabili. Un eccesso di liquidità nell’ordine di trilioni che non può essere utilizzato senza spingere i tassi sotto lo zero è un problema molto allarmante in un momento in cui tutti i principali indici azionari sono su massimi storici e l’economia reale a livello retail in molti casi è praticamente azzerata.

Sono dinamiche da tenere sotto controllo. Vedremo se la Federal Reserve sarà in grado di gestire questa ennesima difficoltà dovuta al complicato funzionamento di un sistema economico tenuto in piedi da misure contenitive sempre più difficili e complesse. Un vero e proprio Jenga, dove se si toglie un tassello, si rischia di far crollare tutto in un attimo.  Davanti a questo preoccupante abisso economico, molte persone si chiedono come meglio posizionarsi per salvare i propri risparmi.

Il mondo delle criptovalute, con il Bitcoin che fa da benchmark, sta riscuotendo un grande successo, specie tra i giovani e sicuramente merita considerazione. Per chi invece preferisce le cose tangibili, come me, ci sono opportunità interessanti nel mondo delle commodities come oro e argento e nel settore immobiliare residenziale. A me piace molto l’idea dei “Luxory Bunkers”. Ovvero luoghi super sicuri in zone super sicure, tipo isole private ai tropici o in luoghi particolarmente graditi ai super ricchi, che ricordiamolo, adesso siedono su montagne di cash. Ma questo è un mio bias, perché mia moglie è delle Bahamas e alle Bahamas, ho osservato la crescita di questi trend con i miei occhi. I super ricchi vogliono posti super esclusivi e di posti super esclusivi ce ne sono rimasti pochissimi al mondo.

Ognuno segua il proprio istinto, le proprie preferenze, il proprio entourage e soprattutto i propri consulenti qualificati a cui rivolgersi prima di qualsiasi scelta di investimento. Questa è solo una newsletter che ha lo scopo di ragionare insieme su certi argomenti. Disclaimer: non faccio consulenza finanziaria con questa newslewtter.

A questo punto, lasciate che vi chieda una cosa: è un affare l’oro a 1800 $ l’oncia? E il petrolio a 60$ ?

Assolutamente si!           

Penso infatti che il prezzo di molte commodities come l’oro, il greggio, il grano, la soia, il rame, e l’argento, continuerà a salire per i prossimi due anni…e già sarà molto più alto nei prossimi 18 mesi a partire da adesso.

Quello che stiamo attraversando è un Super Ciclo delle commodities!

Ci sono cicli distinti nel mercato delle commodities, e l’ultimo di essi è iniziato circa 10 anni fa con l’oro. Ma non vi preoccupate, non avete perso il treno. Il boom di questi mercati dura dai 18 ai 21 anni! Ma c’è di più. Io non credo che questo sia un comune trend positivo. Penso che questo sia un “superciclo” delle commodities che durerà più a lungo e farà schizzare il prezzo delle commodities.

Questo è un evento raro e alquanto possente. Infatti, ci sono stati soltanto 2 supercicli precedenti nella storia degli ultimi 150 anni.

1.durante la Rivoluzione Industriale dove la domanda di materie prime crebbe in modo sostenuto dal 1885 al 1918

2.Dopo la II guerra mondiale per 29 anni tra il 1946 ed il 1975 con la ricostruzione dell’Europa e del Giappone.

Ma cos’è che sta pompando il superciclo delle commodities n. 3 ?

Una domanda insaziabile da parte dei mercati emergenti, per le materie prime quali rame, alluminio, acciaio, carbone, uranio e tante altre. Cina, Russia, Medio Oriente, India, Brasile ecc. divorano queste materie per costruire le proprie economie nazionali.

Soprattutto per infrastrutture riguardanti l’acqua, l’ambiente, i trasporti e l’energia.

Ma c’è di più. Ci sono altre due forze al lavoro qui:

1.      L’ oceano di soldi provenienti dalle banche centrali (Fed-Bce-PBoC ecc.), emessi nel tentativo di far restare a galla le rispettive economie vacillanti e no, sta facendo lievitare i prezzi delle cosiddette Hard Assets (commodities).

2.      Tutti i giacimenti in superficie, di facile accesso sono già stati scoperti ed usati abbondantemente.

Si, è vero, possiamo trovare altro petrolio. Ma per estrarlo ci vogliono tecnologie all’avanguardia, come nel giacimento di Bakken o nei pozzi in mare aperto, con trivelle lunghe come l’Everest. Riguardo alla transizione verde ed ecologica, siamo ancora molto indietro. A questo proposito rimando alla lettura della newsletter:

LA VERITÀ SULL’ENERGIA VERDE - https://andreacecchi.substack.com/p/la-verit-sullenergia-verde

Possiamo quindi trovare nuove risorse, ma non costa poco. E più giù si scava per trovare nuovi depositi, più su che salgono i costi e, di conseguenza i prezzi che dovremo pagare.

Adesso vedete perché siamo in un superciclo delle commodities. Inoltre, tutta la tanto strombazzata transizione verso un mondo sempre più elettrico, porterà ad una sempre maggior richiesta di metalli quali, soprattutto rame, argento e alluminio.

E se i prezzi sono già in alcuni casi raddoppiati, non c’è nessun motivo perché essi non triplichino e quadruplichino, specie difronte alla mastodontica immissione monetaria che abbiamo visto nella prima parte di questa newsletter! Tenete a mente che durante gli altri due supercicli, i prezzi delle commodities sono saliti mediamente per 31 anni.

La crescita della domanda da parte dei paesi emergenti e della conversione verso il settore della green economy farà soltanto aumentare la grandezza del superciclo.

Soltanto una generazione fa, la maggior parte delle persone in Cina andava in bicicletta. Oggi, la Cina è il più grande mercato del mondo per il settore automobilistico e, i cinesi, saltano al volate delle proprie auto e vanno a fare shopping, comprando aria condizionata, frigoriferi e cibo occidentale (Fast Food).

Vogliono mangiare, guidare  e vivere con lo stesso tenore di vita degli americani. In fatti, tutti lo vogliono e sono miliardi di persone.

L’Asia ha la metà della popolazione mondiale e questa gente sta passando dall’austerità e dalla ciotola di riso a i mega buffet “all you can eat”.

I ristoranti hanno l’aria condizionata e i gadget elettronici sono modernissimi. Per me questo significa un futuro pavimentato di acciaio, alluminio, petrolio, carbone, argento e rame. E i loro stomaci ripieni di tutto ciò che è agricoltura e settore alimentare in progressione sempre crescente.

Non molto tempo fa gli scienziati calcolarono che se tutti gli abitanti della terra fossero arrivati ad avere il tenore di vita degli USA, ci sarebbero volute altre 3 Terre per fornire le materie prime necessarie. Questo vuol dire che le materie prime saliranno, su, SU…sempre più SU, perché sono naturalmente scarse e non abbiamo 3 Terre a disposizione.

Argento: la zecca nazionale Usa ha venduto più lingottini e monete d’argento di sempre. Le vendite di argento fisico, incentivate dal recente silver squeeze contestuale all’operazione GameStop, ha fatto finire in un attimo tutte le scorte di argento fisico in un attimo. Attenzione al mercato dell’argento virtuale, come gli ETF. Il mercato dell’argento è estremamente manipolato. Il consiglio è quello di averne a disposizione fisicamente, sottoforma di monete o lingotti per essere al riparo dalle oscillazioni del prezzo cartaceo manipolato spesso al ribasso. Inoltre i contratti di carta superano esponenzialmente la reale disponibilità del metallo vero e proprio. Il mio nuovo target per l’argento è di almeno $50 all’oncia!

Oro: anche la vendita di Aquile d’Oro, Sterline e monete varie sta aumentando e le preoccupazioni sul debito sovrano europeo e statunitense mettono il fuoco sotto il metallo giallo.  La domanda di oro è in crescita presso tutti gli investitori, grandi e piccoli, incluso le banche centrali. Mi aspetto l’oro a 2500$ all’oncia. Ma guardare al prezzo in dollari o in euro di oro e argento è sbagliato. Il valore è l’oro e l’argento, non l’unità monetaria in cui il valore è espresso.

Rame: il metallo rosso sarà fondamentale per la nuova era elettronica dell’umanità. Non può esistere elettricità senza rame. Un’auto elettrica contiene fino a 90kg di rame. La sola Tesla assorbe 45mila tonnellate di rame per la sua produzione. Le esportazioni di rame dal Cile sono sotto pressione e la domanda da parte della Cina sta divampando rapidamente sempre di più. Risultato: il metallo industriale, usato per l’idraulica, il riscaldamento, per gli impianti elettrici e delle telecomunicazioni, è sicuramente da tenere in considerazione come protagonista dei prossimi dieci anni. Per approfondire e seguire i trend sul rame consiglio di seguire l’ottimo Gianni Kovacevic di CopperBank Resources Corp. Qui una sua recente intervista:

Petrolio: la domanda globale non può diminuire, nonostante quello che ci raccontano. Le risorse Usa stanno calando mentre l’economia tenta di riprendersi, ma la domanda cinese è insaziabile. È abbastanza per veder crescere il prezzo? Si, ma non solo. Infatti, dopo lo strano episodio del petrolio azzerato, il suo prezzo è tornato a salire. Il petrolio si paga in dollari ed è indispensabile alla vita umana. Un prezzo del petrolio alto serve ad assorbire l’eccesso di dollari. Inoltre il petrolio è la linfa vitale dell’apparato militare industriale americano. Tantissime aziende e fondi d’investimento si basano su prestiti obbligazionari emessi da aziende petrolifere a scadenze lunghissime che potranno essere solvibili solo con un prezzo del petrolio elevato. Wall Street farà qualsiasi cosa per mantenere il prezzo del petrolio alto. Ne va della sostenibilità di tutto il sistema, soprattutto quello pensionistico che è pieno di obbligazioni di aziende petrolifere, visto l’alto rendimento delle cedole corrisposte, in un periodo di Titoli di Stato con tassi vicini allo zero, se non negativi.

Alcuni analisti prevedono che il petrolio greggio andrà a fino 105$ al barile nei prossimi mesi, forse anche entro la fine di quest’anno, a costo di bombardare qualche pozzo petrolifero in qua e là. Se il petrolio sale, sale anche il costo di tutto il resto. Non è difficile da capire questo concetto.

Anche le commodities agricole come il cotone o la soia stanno esplodendo rapidamente. Basta guardare la matematica del mercato “bull” delle commodities.

Si sommano l’ enorme nuova domanda asiatica che non è impantanata nelle assurde vicende delle restrizioni pandemiche, con le risorse che sono sempre più scarse, e si moltiplica per l’eccesso di moneta di carta stampata a giro per il mondo.

Il risultato è che il superciclo spingerà i prezzi fino a nuovi massimi mai raggiunti, poi, fino a nuovi massimi rapportati alla nuova inflazione, e,…alla fine…anche oltre. Questo è significativo, perché senza un’adeguata politica salariale, anche comprare il cibo per sopravvivere sarà sempre più costoso.

Ciò che è importante dire qui è che grossi cicli espansivi come quello attuale di solito non offrono punti di ingresso “perfetti”. Coloro che aspettano il prezzo ideale per entrare in questo superciclo delle commodities si devono rassegnare ad una lunga e snervante attesa. Convertire Euro o Dollari in qualcosa di reale, rimane sempre una buona idea per non trovarsi con la carta straccia in mano. La carta brucia in un attimo. L’oro è eterno.