IL JENGA DEI REPO 3

I Reverse Repo

I soldi sono la liquidità a disposizione per il funzionamento fluido dell’economia. I soldi sono introdotti nel sistema in un solo modo: attraverso l’indebitamento. 

La maggior parte della liquidità che anche noi tocchiamo quotidianamente per i nostri acquisti e scambi, viene generata dalle banche commerciali. Si, proprio dalla banca che abbiamo sotto casa, per capirsi.

La banca sotto casa gestisce la liquidità utilizzando il sistema della riserva frazionaria. Con questo privilegio, essa è in grado di generare liquidità in modo capillare attraverso un moltiplicatore che è generalmente stabilito nel rapporto del 10%. È quindi facile immaginare quanto rapidamente possa crescere la liquidità circolante in momenti di esuberanza economica, quando tutti corrono in banca a chiedere soldi in prestito. Inoltre, chi riceve un pagamento e va a depositare quei soldi, che come abbiamo appena visto, sono il debito di un altro, la banca torna in possesso di una riserva aggiuntiva che può moltiplicare nuovamente in base alla facoltà della riserva frazionaria. Ad esempio, a fronte di ogni versamento di 1000€, la banca può fare nuovi prestiti trattenendo il solo 10% di riserva e prestando il resto. Come si vede da questo schema, l’effetto moltiplicatore agisce in maniera molto rapida.

In questo modo si vede che la liquidità a disposizione di ogni sistema economico, viene creata dalle banche e può fare solo una cosa: aumentare! Per questo motivo tutte le teste parlanti delle tv continuano a ripetere che ci vuole la crescita. La stramaledetta crescita. Se le banche sotto casa smettono di fare prestiti, l’economia al dettaglio, smette di avere nuovi soldi a disposizione e deve accontentarsi di quelli che già ci sono, facendoseli bastare. Questa è l’austerità. Non può funzionare, perché gli interessi maturano e ci vuole sempre nuova liquidità a debito per ripagarli.

La liquidità disponibile in un sistema economico è come l’acqua dentro la vasca da bagno. Se si chiude il rubinetto, smette di salire. Si possono agitare le ginocchia, facendola smuovere avanti e indietro. Slosh,Slosh  e ciò può andare  bene per un po’, perché essa bagnerà marginalmente anche zone scoperte, al di sopra del livello naturale. Tutto può essere tollerabile  almeno finché non viene tirato il tappo.

Allora, quando leggiamo che la famosa-famigerata banca Wells Fargo annuncia il ritiro totale delle proprie linee di credito, possiamo interpretare questa mossa come il tappo della vasca da bagno che viene tirato su.

Wells Fargo ha comunicato ai propri clienti che sta chiudendo TUTTE le linee di credito personali. La banca ha chiarito che sta chiudendo TUTTE le linee di credito personali esistenti e non offrirà più tali prodotti. Ciò include le linee di credito revolving, che in genere consentono agli utenti di prendere in prestito $ da 3.000 a $ 100.000. La banca vendeva questi prodotti come un modo per consolidare il debito della carta di credito a interessi più elevati o per pagare i lavori di ristrutturazione della casa. Ciò includeva anche l'evitare commissioni di scoperto sui conti correnti collegati. Ai clienti è stato dato un preavviso di 60 giorni che i loro account verranno chiusi. Wells Fargo ha rifiutato di commentare quando gli è stato chiesto da Reuters. In precedenza, Wells Fargo aveva sospeso i prestiti per la casa, sostenendo che ciò fosse dovuto all'incertezza economica dovuta al COVID. Wells Fargo ha lottato con una reputazione offuscata a seguito di una serie di scandali finanziari. Nel 2010 per episodi legati al cartello della droga che trasportava narcotici su aerei di proprietà della banca nella misura di 22 tonnellate:

https://www.seattletimes.com/nation-world/us-banks-fail-to-monitor-mexican-drug-gang-money/

Questo non è stato un incidente isolato. Wachovia, si scopre, aveva preso l'abitudine di aiutare a spostare denaro per i trafficanti di droga messicani. Wells Fargo, che ha acquistato Wachovia nel 2008, ha ammesso in tribunale che la sua unità non è riuscita a monitorare e segnalare il sospetto riciclaggio di denaro da parte di narcotrafficanti, compreso il denaro utilizzato per acquistare quattro aerei che trasportavano un totale di 22 tonnellate di cocaina”.

E nel 2016, lo scandalo della frode dei conti correnti fasulli messa in piedi da Wells Fargo ha portato alle dimissioni del CEO John Stumpf e ha comportato multe di 185 milioni di dollari (un buffetto sulla mano)  da parte del Consumer Financial Protection Bureau.  https://en.wikipedia.org/wiki/Wells_Fargo_account_fraud_scandal

I dipendenti hanno creato segretamente milioni di conti bancari e di carte di credito, senza che i loro clienti lo sapessero, dal 2011. I conti fasulli hanno fruttato alla banca commissioni ingiustificate e hanno permesso ai dipendenti di Wells Fargo di aumentare i loro dati di vendita e fare più soldi”.

Adesso quella stessa Wells Fargo degli episodi criminosi qui sopra brevemente accennati, ha annunciato la chiusura di tutte le linee di credito.  Questa notizia si ricollega al rinnovato nervosismo che inizia a manifestarsi nuovamente nel mercato dei REPO, il cui ordinato funzionamento è alla base della liquidità disponibile. Si tratta veramente del nocciolo del reattore nucleare dell’intera economia globale, la cui fusione provocherebbe la distruzione a catena di tutto il mondo economico conosciuto, come ho già spiegato nelle due precedenti newsletter dedicate all’argomento:

https://andreacecchi.substack.com/p/il-jenga-dei-repo

https://andreacecchi.substack.com/p/il-jenga-dei-repo-2

George Gammon di https://www.georgegammon.com/

ha studiato bene queste cose. Adesso ci avverte che ci sono nuovi segnali di allarme. Quello che sta avvenendo adesso nel mercato dei REPO è il campanello d’allarme che ci dice che potremmo trovarci di fronte ad un aumento delle probabilità di un collasso globale. Un evento simile a quello del marzo 2020.

Per capire bene occorre un breve accenno ad un meccanismo che si chiama Reverse Repo. Cos’è un Reverse Repo? È il contrario del Quantitative Easing.

Come abbiamo visto, dopo la crisi del 2008 le banche centrali di tutto il mondo, con la Federal Reserve in prima linea (la Federal Reserve emette dollari che sono l’85% dei commerci e dell’economia globale – tutti hanno bisogno di dollari), hanno stampato soldi in maniera esponenziale. Questi soldi sono finiti soprattutto nelle banche, con lo scopo di ricapitalizzarle, dopo le ingenti perdite subite con lo scoppio della bolla dei mutui subprime. Ma in un’economia stagnante, precaria, priva di grandi impulsi infrastrutturali, tutta questa liquidità non può essere facilmente impiegata, anche perché il disegno del futuro economico globale si scontra con quello ecologico, e una rinnovata esuberanza economica, darebbe fastidio al progetto di diminuzione delle nascite e di decostruzione di un mondo economico che non si desidera più che si espanda, soprattutto nella qualità della vita delle persone.

Abbiamo quindi, un eccesso di liquidità necessario per non far esplodere il sistema, ma che non porta nessun beneficio pratico, perché tutti questi soldi non possono e non devono essere impiegati. Continuate a leggere e vedremo verso la fine di questa newsletter come e perché la circostanza venga gestita proprio così.

Ma prima torniamo un attimo indietro, a quando le banche ricevono miliardi sotto forma di Q.E.: soldi freschi di stampa a profusione. Cosa se ne fanno le banche di tutti questi soldi? Potrebbero prestarne a miliardi, visto com’è facile usando la riserva frazionaria. Invece no!

Le banche che hanno ricevuto i soldi freschi di stampa dalla Federal Reserve, depositano gli stessi sul conto acceso presso la stessa Federal Reserve che glieli ha regalati e che da qui in poi si impegna a remunerarli con un tasso di 15 punti base. Tanto che gli costa? Può creare tutti i dollari che vuole!

Questo è in pratica uno degli aspetti del Reverse Repo. Ovvero liquidità che viene assorbita invece che distribuita. Assorbita con la facoltà di depositare gli stessi soldi creati e di ricevere un interesse sicuro e senza rischio.

In realtà, tutte le banche sono una cosa unica.

Queste sono solo voci contabili che si muovono da una parte all’altra dei bilanci delle banche, con l’unica differenza che la Federal Reserve non ha il prospetto del profitti e perdite, e quindi può fare come vuole a livello contabile, mentre le banche commerciali devono comunque far quadrare i conti e produrre l’utile d’esercizio. Il gioco ha le sue regole!

I depositi della FED, ovvero le sue passività, non generano quei costi che nel prospetto dei profitti e perdite di ogni altra azienda, banche commerciali comprese, si chiamerebbero oneri finanziari.

La mancanza cronica di prestiti all’economia reale costringe i governi a richiedere dosi sempre più massicce di stimolo. Lo stimolo è nuovo debito, come ho spiegato qui:

https://andreacecchi.substack.com/p/attenzione-allo-stimolo

Le banche centrali continuano a creare stimolo per gli stati, divenendo sempre più potenti e trasversali, con un potere di ricatto totale. È così che le scelte politiche divengono subordinate alle necessità di mantenimento di equilibrio del mercato dei REPO.

A settembre 2019 i tassi nel mercato dei REPO schizzarono ad oltre il 10%. Questo balzo rischiava di portarsi dietro tutti i tassi d’interesse incluso i tassi ufficiali. Chiunque ha un mutuo sulla casa a tasso variabile ne avrebbe sentito le conseguenze, ma questo è niente rispetto agli Hedge Fund che gestiscono migliaia di miliardi di scommesse sui CDS, ecc. tarando gli algoritmi sulla base di tassi schiacciati verso lo zero. Il banco sarebbe saltato in un istante e così tutto il resto. Che succede quindi ora? Come mai nuovamente i REPO sono sotto osservazione per segnali d’allarme?

Perché la cosa non è mai stata risolta, ma solo tamponata.

I Reverse REPO ci danno il segnale immediato del rischio controparte presente nel sistema bancario. In un solo giorno, il 30/6/2021, la Federal Reserve ha effettuato un’operazione singola da 1 trilione di dollari. Sono mille miliardi di dollari in un giorno! Una cifra da capogiro.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-06-30/fed-reverse-repo-use-climbs-to-almost-1-trillion-at-quarter-end

Qui la cosa si complica ancora, ma è necessaria per capire dove si annidi il rischio. Come abbiamo visto prima, le banche depositano l’eccesso di liquidità sul conto aperto presso la Federal Reserve. Il problema è quando lo fanno anche  i fondi monetari. Quando questi fondi, che amministrano somme gigantesche,  spostano i propri depositi dai conti correnti in essere presso le banche commerciali nei conti aperti presso la Federal Reserve, il segnale è quello che i grandi fondi monetari non si fidano di tenere i propri depositi nelle banche retail e preferiscono depositare la liquidità direttamente alla Federal Reserve.

Ma c’è di più, perché in un’operazione di questo tipo, un Reverse REPO, in cambio dei soldi depositati, la Federal Reserve dà al depositante un titolo di stato T.Bill o un titolo MBS obbligazionario come collaterale a garanzia della transazione.

Il rendimento può essere anche inferiore, ma è migliore la qualità di ciò che si ha in mano, rispetto ad un deposito presso una banca che potrebbe essere la “banca sotto casa”.

Queste dei fondi monetari sono operazioni anche di durata giornaliera, overnight e ciò ci fa presumere che i manager dei fondi monetari non vogliono i soldi, ma preferiscono il titolo a collaterale, perché quel titolo che ricevono può essere trasformato in un derivato e, con l’effetto moltiplicatore tipico del mondo iper speculativo, questo derivato può garantire un rendimento molto più elevato rispetto a quanto si otterrebbe lasciando il cash depositato presso la Federal Reserve. Quindi, con la liquidità disponibile, i fondi d’investimento montano e smontano in continuazione operazioni lampo in derivati.    

Tutti coloro che si sentono tranquilli perché la propria banca o il proprio promotore di fiducia gli ha detto che i soldi sono al sicuro in un fondo monetario, dovrebbero iniziare a grattarsi la testa per valutare, alla luce di questo, se i fondi monetari venduti a tutti come super sicuri, lo siano veramente, perché la liquidità consegnata al fondo viene sì impiegata per l’acquisto di titoli di stato, o obbligazionari, ma il titolo ottenuto non resta in deposito, ma prosegue la sua strada in uno schema piramidale di rischio controparte polverizzato in chissà quante altre operazioni.  

Schematicamente ecco cosa succede:

·        I fondi monetari d’investimento tolgono i propri depositi dalle banche retail e  depositano quei soldi alla FED,

·        La FED dà un collaterale ai fondi monetari

·        I fondi monetari usano il collaterale ricevuto per speculare con i derivati.

Non c’è molta gente che spiega per bene queste cose. Invece bisognerebbe saperle.

In questo giro, sono nuovamente le banche commerciali a rimanere a corto di liquidità e quindi devono per forza diminuire l’ammontare complessivo dei prestiti a sistema (vedi Wells Fargo). Questo porta al risultato di ottenere un’azione deflattiva, necessaria per poter continuare a creare centralmente ancora più trilioni. Si capisce bene dove andiamo a finire.

Niente soldi alla base, a noi, e sempre più soldi a chi è dentro il girone primario della grazia della banca centrale.  Una sorta di meccanismo, dove la ricchezza della base, viene risucchiata dal vertice. Ad ogni passaggio, noi saremo sempre più impoveriti di beni, ricchezza, prosperità e di serenità di vita. Una sforbiciata alla volta, per non spaventare troppo, fino al colpo di grazia. La banca centrale crea soldi, li dà a chi gli pare e con quei soldi, chi è nel giro, ci compra quello che vuole.

In breve, il segnale lanciato dalla situazione dei Reverse REPO è sempre il solito. Gli operatori finanziari non si fidano l’uno dell’altro e hanno paura di restare col cerino in mano. Se scoppia il sistema, la reazione a catena prevede una progressione di livelli di rischio. Mentre da una parte il rischio è necessario speculare per garantire e garantirsi rendimento e redditività, dall’altra è opportuno proteggersi – fare hedging – con strumenti ritenuti sicuri, come i titoli di stato americani. In realtà le banche che riescono, stanno anche cercando molto intelligentemente di accaparrare oro fisico, che con le regole di Basilea 3 torna ad essere da adesso un asset patrimoniale. L’unica difficoltà è che l’oro fisico è rarissimo. Non si può stampare né creare con la tastiera di un computer, ecco perché si parla di oro fisico e non di oro di carta. La parola d’ordine, che è anche la chiave di lettura di quello che sta avvenendo nel settore dei REPO è:

RISCHIO CONTROPARTE!

Quando manca la fiducia, si preferisce avere disponibilità di valore reale e non di promesse di carta. In gergo si dice “run to quality”.

https://www.investireoggi.it/economia/oro-fisico-carta-separati-basilea-3-ecco-impatto-nuove-regole/

Bisogna triturare tonnellate di roccia per ricavare qualche pagliuzza d’oro. Per rendersi conto di quanto sia raro l’oro, provate a mettervi sul greto di un fiume con un setaccio in mano.

Siamo in un momento in cui è veramente prudente avere nella propria disponibilità del valore tangibile.

Bisogna tenere sempre a mente queste due cose:

1)    tutto quello che è dentro i computer appartiene a chi controlla la rete e può sparire in ogni momento con un click. Tutto vuol dire tutto!

2)    Nel mondo economico monetario, solo l’oro fisico di cui si dispone direttamente possedendolo in mano o in saccoccia è reale. Tutto il resto sono promesse di pagamento con componenti di rischio progressivamente crescenti. Tanto per dire, le banconote Euro a tutti tanto care ed amate, sono firmate da Christine Lagarde, una persona condannata per crimini finanziari.

https://www.independent.co.uk/news/world/europe/christine-lagarde-convicted-imf-head-found-guilty-negligence-fraud-trial-a7484586.html

Un’altra domanda fondamentale da porsi in questo momento è perché la Federal Reserve, tanto disponibile nel creare la liquidità, abbia ad un tratto desiderio di drenarla con i Reverse REPO usando bombe di 1 trilione al giorno?

Per chi ha letto le mie precedenti newsletter, dovrebbe essere facile da capirlo.

Lockdown e Reverse REPO hanno lo stesso scopo.

Impedire che la moneta circoli troppo velocemente nell’economia di base.

Infatti, subito prima di queste manovre di drenaggio di liquidità, abbiamo visto come appena siano state alleggerite molte delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, l’inflazione si sia immediatamente surriscaldata con la ripresa delle attività commerciali ed una rinnovata velocità della circolazione della moneta. L’inflazione sale sempre più velocemente di stipendi e redditi. Adesso, molti redditi sono addirittura azzerati a causa dei blocchi all’economia. Ma l’unica preoccupazione della politica monetaria è quella di non veder salire troppo rapidamente il prezzo dell’oro per non rivelare subito il segreto che la carta non vale niente e mantenere la fiducia del mondo economico nella valuta cartacea scritturale delle  banche.

Ormai il modo di agire è chiaro: l’economia globale va smontata lentamente con un’alternanza di chiusure e riaperture calibrate in modo da poter essere gestita con liquidità a comando da concedere o drenare manovrando il mercato dei REPO. L’emergenza sanitaria serve a creare quel clima di terrore necessario a far ubbidire all’istante le masse, le cui azioni devono corrispondere in tempo reale agli intenti economici pianificati centralmente.  

La dimensione sempre maggiore della quantità di denaro da creare dal nulla per tamponare le falle, dà la misura di come ci stiamo veramente avvicinando alla fase finale. Zimbabwe docet.

Adesso più che mai bisogna essere pronti a capire quando qualcuno sta per togliere il tappo, osservando con attenzione gli episodi come Wells Fargo, per non finire risucchiati giù per il tubo di scarico, e l’unico appiglio veramente solido, in questo momento è soltanto l’oro fisico.  

Un ultima cosa: questo è il Sudafrica di adesso. Ricordiamoci sempre che la prima cosa che sparisce quando scoppiano i casini è il cibo! Averne sempre in casa sottoforma di scorte è una buona idea.