KONZEPT - part 1

Previsioni Deutsche Bank 2020-2030

Previsioni Deutsche Bank 2020-2030

Riassunto ed elaborazione di Andrea Cecchi 09/07/2020

Devo ammettere che gli analisti di Deutsche Bank hanno fatto un lavoro interessante con questo report di previsioni di trend economici, politici, sociali e culturali che offrono una visione in avanti sulla prossima decade che ci aspetta.

L'intero report di 84 pagine, lo si può facilmente reperire al seguente link: https://www.dbresearch.com/PROD/RPS_EN-PROD/PROD0000000000503196/Imagine_2030.pdf

Dopo averlo studiato e analizzato, vi offro una sintesi che spero possa essere utile.  Tra virgolette, in corsivo, inserirò le traduzioni letterali. Il resto è un riassunto con le mie considerazioni.

Il report è suddiviso per argomenti.

La parte iniziale elenca in modo schematico tutti i capitoli trattati, per cui, basterebbe leggere queste due pagine per farsi già un'idea generale di quelli che secondo Deutsche Bank saranno i trend più importanti da adesso al 2030.

Per comodità userò lo stesso ordine di argomenti, anche se premetto che in alcuni casi sarà necessario commentare considerando una visione più globale, essendo la parte economica quella che maggiormente accomuna tutti gli altri fattori.

Simpaticamente, nell'editoriale all'inizio del report, Jim Reid, a capo dell'ufficio strategico, mette le mani avanti elencando tutte le volte che le previsioni di questo tipo si sono dimostrate totalmente inattendibili. Inoltre, essendo uscito a dicembre del 2019, il report non tiene in considerazioni le conseguenze dovute al Covid e ai lockdown.

La cosa che comunque ci tiene a sottolineare è che i prossimi dieci anni saranno molto diversi dai dieci appena trascorsi. Ecco la prima parte. Poi lavorerò al resto. Buona lettura.

N. 1 - FINE DEL CONTANTE?

Non a caso questo è il primo e forse il più importante di tutti gli argomenti trattati, perché il cambiamento del sistema monetario è qualcosa di veramente epico:

"le forze che hanno tenuto insieme l'attuale sistema monetario fiat (denaro creato dal nulla) appaiano molto fragili adesso e potrebbero rompere gli argini negli anni 2020. Se ciò avverrà, inizierà il contraccolpo e la domanda di valute alternative, quali oro e criptovalute potrebbe decollare".

Fino al 1970 l'oro ha sempre controbilanciato le valute soprattutto dal punto di vista inflattivo.

"È ortodosso attribuire questo successo all'attività delle banche centrali......ma c'è un elemento più simile alla fortuna che alla bravura e ci sono argomenti molto validi che sostengono che sia stato invece merito di forze globali piuttosto che dei policymaker".

"La demografia cinese è stata senza dubbio il più grande fattore di soppressione dell'inflazione degli ultimi 40 anni". L'enorme quantità di manodopera cinese a costi infinitesimali ha contribuito a mantenere bassa l'inflazione indipendentemente dalle politiche monetarie delle banche centrali.

Dagli anni 80 però è iniziata una lenta ed inesorabile crescita delle paghe cinesi mentre è iniziata la stagnazione media del livello salariale nei paesi ad economia avanzata. Avanzando verso il 2030, l'offerta di lavoro dalle regioni chiave inizierà a calare a livello aggregato".

Il report si sofferma ad analizzare il cambiamento in corso nelle dinamiche del lavoro per arrivare alla conclusione che, sarà proprio il mondo del lavoro la causa di maggior impatto sulla tenuta del sistema monetario.

Per capire questo, bisogna avere ben chiaro come si origina l'inflazione. Il livello salariale è una componente importantissima per il calcolo dell'inflazione in quanto determina la moneta disponibile per i consumi. Se aumentano i salari aumenta anche la velocità della circolazione della moneta e quindi anche l'inflazione.

In tutto il report, l'aumento dell'inflazione è visto come certo ed inevitabile.

"Siamo ad un punto di svolta...i lavoratori a basso salario che fino ad oggi sono stati lasciati indietro dalla globalizzazione si vedranno al centro di un cambiamento delle policy governative. Fino ad ora, la politica monetaria aggressiva (Q.E.) ha beneficiato esclusivamente i detentori di capitale e di asset piuttosto che i lavoratori. Questa dinamica ha trasferito l'inflazione gonfiando il valore del mercato azionario. Un cambiamento fiscale a beneficio del lavoro porterà ad un'inversione di questa tendenza. Riusciranno le monete fiat a sopravvivere a questa inversione del P.I.L. ? Cosa accadrà al sistema monetario globale quando il costo del lavoro inizierà ad invertire il trend durato 40 anni"?

            (Questa storia dell'aumento delle paghe è veramente puzzolente. Secondo me, cercheranno in tutti i modi di ottenere consenso facendo il gesto di aumentare le paghe dei lavoratori. L'aumento ovviamente sarà omeopatico rispetto al verticale aumento dell'inflazione, ma l'effetto sarà quello di far star buona la gente facendogli credere che si sta pensando a loro. Un bluff, ma funzionerà, come hanno funzionato i 600 euro del governo elargiti come aiuti alle vittime del Covid: come gettare un osso al cane affamato, il cane lo azzanna e zitto.)

Le banche centrali hanno mandato di mantenere l'inflazione intorno al 2%. 

Qui bisogna assolutamente aver ben chiaro questa cosa, perché è quella che ci tocca più da vicino: siamo inondati da un oceano di debito. L'unico motivo per cui questo debito colossale non causa inflazione è perché i salari e l'occupazione, specie nel mondo occidentale, sono stati mantenuti artificialmente soppressi scaricando molto del manifatturiero su paesi sottosviluppati. In questo modo, le banche sono riuscite a mantenere elevato il valore dei loro crediti, distribuendo la miseria sul resto dell'umanità. Pur di non veder erodere dall'inflazione il valore dei prestiti erogati, hanno scelto questa via e il morso lo abbiamo avvertito pesantemente con le policy di austerity, di disoccupazione, di precariato e di lavori sottopagati. Dall'altro canto, si è gonfiata un'enorme bolla del mercato azionario, specialmente degli indici USA che è stato foraggiato sottraendo ricchezza a tutti noi. Fino ad adesso abbiamo assistito ad un inesorabile trasferimento di ricchezza dal basso verso l'alto e i ricchi sono diventati stra-mega ricchi, mentre il ceto medio è stato praticamente spazzato via. Per questo l'annuncio di Deutsche Bank che questo trend dovrebbe invertirsi, è qualcosa che a me, personalmente giunge come una novità da tenere favorevolmente in considerazione. Se veramente è stato deciso di invertire il trend a di alzare i salari per far aumentare i consumi, la più grande incognita sarà la tenuta del sistema monetario di fronte ad una spinta inflattiva che dovrà essere mitigata con l'aumento dei tassi. Se i tassi aumentano, scoppia tutto in modo molto rapido. A proposito di ciò, leggere le newsletter precedenti.

Giustamente Deutsche Bank colloca quindi al primo posto per importanza questa inversione di tendenza. Siamo al crocevia di un cambiamento epocale. Le gli analisti di Deutsche Bank hanno ragione, le conseguenze saranno  epocali: qualcosa si assolutamente nuovo. " È possibile che l'inflazione andrà ad intessersi nel sistema monetario ed inizieranno ad arrivare seri dubbi sulla sostenibilità delle monete bancarie prive di copertura - fiat. Per questo motivo, la domanda di monete alternative crescerà significativamente con l'arrivo del 2030. Riusciranno le monete fiat a sopravvivere al dilemma:  le autorità cercheranno di bilanciare aumento dei tassi e livelli record di debito? Questa è la domanda da multi-trilioni di dollari (o bitcoin) per la decade prossima ventura".

N. 2 - COME FARÀ L'EUROPA A NON RETROCEDERE NEGLI ANNI 20

"Negli ultimi 10 anni l'Europa non ha fatto altro che arretrare rispetto ai competitor e molti dei trend, a prima vista, rimangono negativi. Però, la prossima decade offre una forte possibilità di inversione di tendenza che sarà assistita da una nuova leadership".

"È innegabile che lo standing globale dell'Europa si sia deteriorato negli ultimi anni"

Non sarà mica per l'Euro? Nessuno lo ammetterà mai per iscritto, figuriamoci Deutsche Bank, ma di fatto, la verità è su tutti i grafici: l'Euro ha indebolito enormemente tutta l'Europa, e anche la Germania, che ha beneficiato enormemente dalla moneta unica, sta iniziando a capire come la coperta corta, tirata tutta verso di sé, stia facendo morire gli altri stati membri periferici che restano pur sempre il maggior mercato commerciale di riferimento.

"L'Europa non ha aziende nel settore tecnologico. Neanche scuole in grado di formare le future generazioni. Nel settore delle università, è completamente assente. La prima università europea, escluso quelle inglesi, si piazza al 32mo posto, in forte contrasto con gli Stati Uniti che piazzano sette istituti tra i primi dieci. I due più grandi conglomerati tecnologici, Apple e Microsoft, capitalizzano più di tutto l'indice tedesco DAX".

Si rende quindi necessaria una svolta atta ad invertire la rotta. Deutsche Bank suggerisce sia l'utilizzo di fondi europei per finanziare investimenti in infrastrutture tecnologiche, che un'accelerazione nel completamento del consolidamento del comparto finanziario particolarmente necessario nell'industria bancaria per agevolare finanziamenti cross border fra gli stati membri.

"La BCE, negli ultimi anni,  ha adottato una serie si politiche non convenzionali per rivitalizzare l'euro, ma gli effetti sono stati controproducenti. I tassi d'interesse negativi hanno fallito nel compito di stimolare la domanda aggregata ed hanno invece avuto un effetto distruttivo sull'industria finanziaria e sulla coesione sociale, esacerbando le disuguaglianze nella distribuzione di reddito e ricchezza".

A questo punto, si invoca l'inflazione "che vi piaccia o no", quindi, occorre prestare attenzione ed adottare misure difensive per non veder erodere i propri risparmi dall'impennata inflattiva.

N.3 - LA DECADE DEI CONSUMATORI CINESI

"Nonostante gli alti e bassi dovuti al rallentamento ciclico strutturale iniziato nel 2010, la Cina ha visto i crescere i consumi dell'8% annuo per ogni anno durante gli ultimi 40 anni. Questo trend pone la Cina al vertice della classifica del maggior mercato dei consumatori durante la prossima decade. Addirittura potrebbe raggiungere e sorpassare EU e USA".

Anche se i cinesi hanno una notevole propensione al risparmio, si nota che le generazioni più giovani di consumatori cinesi manifestino una la preferenza a spendere di più. La categoria di più grande consumatore di beni di lusso al mondo è la giovane donna cinese.

L'analisi punta l'attenzione anche su l'area rurale cinese che è spesso ignorata ma che rappresenta invece il 60% della popolazione. Le abitudini di queste persone stanno cambiando rapidamente spostandosi dal negozio locale agli acquisti on line con i servizi del mobile payment.

Un altro trend interessante per quanto riguarda la Cina è rappresentato dai 320milioni di cinesi che andranno in pensione in questi anni. In Cina gli uomini vanno in pensione a 60 anni e le donne a 55.

Avremo quindi un enorme numero di individui, relativamente giovani e ricchi e "sarà la prima generazione di cinesi che avrà a disposizione sia tempo che denaro da dedicare a viaggi, hobby, wellness e intrattenimento, per poi fornire mercato all'industria medica e sanitaria nel progressiva fase di invecchiamentoCosì, mentre adesso tutto il settore dei servizi è indirizzato alla parte più giovane della popolazione, nella prossima decade i pensionati potrebbero diventare il più grande gruppo di consumatori".

Un ultima considerazione è invece rivolta verso la rinnovata tendenza a diventare più verdi ed ecologici con una crescita nel settore dei veicoli a Nuova Energia prevista nell'ordine del 40%.

N. 4 - LA FINE DEGLI ALTI MARGINI DI PROFITTO

Questo capitolo torna ad affrontare la questione dell'aumento delle paghe dei lavoratori.

"Appena dieci anni fa, pochi lavoratori scarsamente retribuiti non si sarebbero mai azzardati a chiedere un aumento. Vista la crisi finanziaria, molti si ritenevano fortunati ad aver ancora un lavoro. Adesso gli stessi lavoratori sono felici di vantarsi pubblicamente di aver alzato la loro paga base a 15$ per ora. Amazon e Disney sono solo due delle grandi aziende che hanno accordato un aumento allo staff meno pagato".

Si torna a ribattere sul fatto che l'aumento delle paghe, specialmente quelle della fascia più bassa, è qualcosa che il mondo dovrà abituarsi ad accettare e quindi, anche la conseguenza della riduzione dei margini di guadagno nel mondo corporativo. Un altro fattore di rischi per i profitti societari è la possibilità dell'aumento delle tasse.

Se le aziende iniziano ad avere preoccupazioni sul calo dei loro profitti e così anche gli investitori che hanno comprato quote azionarie in queste società.

"Alcuni commentatori sono del parere che senza un sensibile aumento della produttività, il mercato azionario negli anni 2020 non sarà in grado di produrre agli azionisti lo stesso margine di remunerazione della decade dal 2010 ad oggi".

L'abilità di un bravo analista economico, quando si trova a dover commentare certi dati, è quella di farlo con freddezza. In questo caso, l'autore spiega con chiarezza come i mercati azionari siano stati pompati da liquidità presa a debito. Con tutta quella liquidità a basso costo, visti i tassi d'interesse prossimi o uguali a zero, che bisogno ha un'azienda di fare profitti? I manager si sono cullati su questa realtà ed è stato facile per loro essere stati bravi. L'indice S&P 500 quota a 29 volte i profitti medi. Sono valori assurdi.

Se i profitti scenderanno ancora a causa delle dinamiche salariali e fiscali, ci vorranno nuove strategie per mantenere le stesse performance nei prossimi 10 anni.

N. 5 - IL DESTINO DEL CIBO

Questo è a mio avviso un capitolo molto importante perché attorno al cibo ruotano tantissimi altri fattori economici, sociali, ambientali,psicologici e culturali e da adesso in poi, la tecnologia sarà la componente aggiuntiva che impatterà in modo trasversale su tutte le nostre abitudini alimentari.

Cercherò di riassumere il concetto: per ottimizzare produzione, distribuzione e consumo, tutta la filiera che va dalla produzione di cibo (allevamenti e agricoltura) alla tavola dei consumatori, passando per la grande distribuzione, sarà regolata dalla tecnologia.

Il consumatore sarà tenuto a scegliere in anticipo cosa intende mangiare ed inserire la "lista della spesa" nel database del supermercato di fiducia. Il supermercato provvederà a triangolare le informazioni ai propri fornitori che a loro volta contatteranno le aziende produttive.

Il questo modo verrà ottimizzata tutta la catena alimentare riducendo drasticamente gli sprechi e anche gli imballaggi, evitando così che i supermercati lascino la roba a marcire sugli scaffali.

L'ottica è quella di ridurre gli sprechi e di gestire gli ordini con largo anticipo.

Questo modello di cambiamento delle abitudini alimentari è previsto in crescita esponenziale. Sarà incentivato facendo pressione sulla sensibilità ecologica delle persone, già immensamente pronta a recepire questo tipo di iniziativa grazie all'insistente propaganda dei media capitanata da Greta Thumberg e da tutti i media all'unisono.

"Il supermercato del 2030 sarà un supermercato con interfaccia elettronica. Piazzeremo l'ordine in  anticipo per poi ritirare la spesa (o farsela recapitare a domicilio) la settimana dopo. Tra non molti anni, l'immagine di un supermercato con un sacco di prodotti freschi sugli scaffali che sperano di essere acquistati, sarà solo un lontano ricordo".

La cosa veramente sorprendente di questo capitolo è che ci dimostra che il trend era già in embrione prima del Covid19. Quindi, già si stava lavorando ad un modello di distribuzione alimentare che sicuramente ha avuto una spinta veemente dopo le politiche di confinamento seguite alle chiusure draconiane dovute alla gestione della pandemia.

Un'ultima considerazione riguardante questa rivoluzione del cibo è quella riguardante il trading.

Con una tecnologia che disporrà di modelli previsionali estremamente accurati sui consumi globali, visto che potrà avvalersi dei dati che saranno i consumatori stessi ad inserire in anticipo, il mercato dei futures sulle materie prime ne verrà sicuramente impattato, con la possibilità di costruire algoritmi e offrire nuove opportunità agli investitori e maggiore stabilità nella formazione dei prezzi, forse.

N.6 - L'ERA DEI DRONI

In questo trend, secondo me,  c'è forse la migliore notizia di tutto il report: "saranno utilizzati droni per spruzzare insetticidi sulle zanzare".

"Entro il 2022 ci saranno 700mila droni operativi nei soli USA, circa il triplo dell'anno precedente. Per il 2030 si prevedono 6.5milioni di droni che ronzeranno nei cieli americani e molti altri in tutto il mondo. La NASA sarà l'autorità incaricata a gestire il controllo e il rispetto delle norme di navigazione dei droni alle basse altitudini.  Sto scrivendo questo report usando Word 2012 e la parola drone mi appare sottolineata in rosso. Sono passati solo 8 anni e invece i droni sono ormai molto diffusi. "Amazon Prime, Google Wing, Uber Elevate e Ups saranno le aziende leader della distribuzione di prodotti tramite drone.....La domanda per le consegne veloci ed economiche a breve distanza è destinata a gonfiarsi nei prossimi dieci anni...Le vendite globali attraverso questo canale sono destinate a raddoppiare nei prossimi 4 anni fino a raggiungere i 6.5 trilioni di $, considerando anche il fatto che il 58% delle famiglie americane ha già un account con Amazon prime".  Ci sono ancora delle questioni da risolvere, prettamente di tipo tecnico. Tipo il calcolo della traiettoria in 4D, ma l'intelligenza artificiale sarà adottata per pianificare le rotte e ridurre al minimo l'inquinamento acustico.

Sempre la questione inquinamento, sarà strombazzata anche in questo coso per mostrare i vantaggi ecologici che verranno apportati con il passaggio dall'uso dei furgoncini su strada a quello dei droni.

N. 7 - MEDICINA DI PRECISIONE

Qui siamo in un campo quasi fantascientifico, ma non per questo bisogna tralasciare questi argomenti.  Cos'è la medicina di precisione? Ammetto che prima della lettura di questo report, anch'io non sapevo neanche che esistesse.

Cercherò di riassumere i concetti essenziali. Si tratta di utilizzare la genetica per creare una diagnostica e un trattamento medico su misura per ogni persona. La crescita del settore medicale verso questa direzione sarà agevolata del progressivo calare dei costi di tracciamento della sequenza del genoma umano. L'industria medica disporrà quindi di una mappa genetica della persona e sarà quindi in grado di fornire le cure migliori ma anche di negarle. Qui si apre una parentesi etica che ognuno valuterà come meglio crede. Anche l'autore si pone questa domanda: "quale trattamento riceverà un anziano, diciamo per problemi cardiaci, se il medico sa che il paziente è destinato di ammalarsi di Alzheimer"?

Oppure, "quali potrebbero essere le conseguenze psicologiche per la vita di un quindicenne a cui viene detto che si ammalerà"?

In ogni caso, se si crede nelle potenzialità di questo settore, sono già disponibili fondi d'investimento che offrono la possibilità di investire in comprando quote di aziende opportunamente selezionate.

N. 8 - LA FINE DEI CONTANTI? NO, DELLE CARTE DI PLASTICA

Il messaggio di questo capitolo è abbastanza contro tendenza. Qui Deutsche Bank smentisce il fatto che il contante, come strumento di pagamento, sia destinato a sparire a breve e pubblica una indagine statistica, fornita dal loro stesso ufficio di indagine che mostra come il contante sia una forma di pagamento sempre molto apprezzata dai consumatori a livello globale.

A sparire saranno invece le carte di credito e debito su supporto plastico. I pagamenti elettronici saranno sempre più gestiti dagli smartphone,

N. 9 - COME REAGIRANNO I GOVERNI VERSO DEBITI RECORD

"Procedendo negli anni 2020, il mondo non è mai stato così indebitato relativamente all'attività economica globale. In questo secolo il debito è cresciuto dal 229% del 2000 al 305% del 2010 fino ad arrivare al 319% di adesso...soprattutto a causa dei governi dei paesi sviluppati".

"In UK, non importa più quale sarà il governo eletto. Qualsiasi governo andrà in carica, non potrà evitare di spendere a deficitSarà difficile vedere i debiti da nessun altra parte se non in crescita. Siamo quindi rassegnati ad un destino di debiti sempre più alti fino al 2030 e anche oltre? Non necessariamente, ma l'alternativa sarà un decennio di forte stampaggio di moneta da parte delle banche centrali e una politica aggressiva di repressione fiscale".

La partita si giocherà sui tassi d'interesse. I tassi d'interesse nominali seguono l'andamento del PIL nominale globale. L'ultima volta che è stato possibile erodere il debito nominale è stato il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando i tassi di crescita economica superavano quelli ufficiali di sconto. In una situazione di bassa crescita e di stagnazione economica come quella attuale sarà impossibile che i tassi aumentino: "i tassi saranno mantenuti artificialmente sotto il livello di crescita del PIL. In un campione delle 32 economie più avanzate al mondo, solo 4 di esse hanno il tasso dei titoli a 10 anni superiore al tasso di crescita del PIL".

Il report non lo dice, ma a questo punto, lo dico io: o tassi a zero o guerra. Non c'è alternativa.

"Il dibattito è aperto su come e se  ripagare questi debiti o lasciarli sparire con l'inflazione".

In breve: sempre più soldi creati dal niente da parte delle banche centrali usati per finanziare deficit sempre più enormi e non ri-pagabili. Non è per niente incoraggiante è inoltre la componente demografica che impatterà anch'essa in modo devastante aggiungendo benzina sul fuoco della non sostenibilità di questo modello di iper bolla del debito. Interessante come nel report, arrivati a questo punto, sotto all'immagine del grafico del debito che si impenna, Deutsche Bank abbia inserito il simbolo di una bomba con la miccia accesa che sta per esplodere...a buon intenditor, poche parole.

N. 10 - I PUNTI DI NON RITORNO POLITICI CHE CI PERDEREMO

Capitolo abbastanza inutile dove si riassumono le tendenze politiche.

Tutte cose che bene o male già sappiamo, come il ritorno del populismo e come le politiche recenti abbiano distrutto la prosperità del ceto medio. Viene puntato il dito verso l'euro-scettitismo, come un trend che prenderà sempre più campo. Viene ammesso come dato di fatto la fuga di cervelli in Europa e il devastante impatto dell'invecchiamento della popolazione che assorbirà la maggior parte delle risorse sociali sottraendole ai giovani. Non un bel futuro per chi è giovane, almeno fino al 2030. Oltre, forse anche peggio.

N. 11 - LA PROMESSA DELL'INDIA

In questo capitolo, l'analista di Deutsche Bank Kaushik Das si dilunga molto nel cercare si spiegare agli investitori cosa sia andato storto in India, nel senso che le promesse di lauti rendimenti sono state finora disattese, e quali novità ci aspettano nella futura decade.

"L'economia indiana è probabile che cresca di 2 volte e mezzo, dai 3 trilioni di adesso fino a 7tn del 2030, fino a diventare la terza economia al mondo, con una crescita media annua del 10%".

Il capitolo è lungo quindi cercherò di evidenziare le cose che secondo me sono interessanti. Innanzitutto, anche l'India intraprenderà una politica di tagli delle tasse e dei tassi. Come fa un governo che taglia le tasse a sostenere la spesa corrente? La risposta è facile ed è sempre la stessa: stampando soldi, ormai s'è capito. In questo modo, l'India spera di rilanciare la domanda, ma è chiaro che in un ambiente di soldi stampati e di consumi dinamici, anche qui l'inflazione la farà da padrone.

"Le prospettive per l'aumento della prosperità per l'indiano medio sono molto forti. Uno studio del Brookings Institution ha scoperto che l'India è lanciata per diventare una delle principali fonti di domanda del ceto medio nelle decadi a venire, ovvero persone che spendono da 10 a 110$ al giorno. Il reddito pro capite indiano è destinato a raddoppiare da qui al 2030 con una crescita annua del 5,5% in media. Questo vuol dire che l'India costituirà il 17% di tutti i consumi della classe media globale, appena dietro alla Cina con il 22% e davanti agli Stati Uniti con il 7%. Questo livello di crescita dei consumi avrà delle implicazioni tremende per le opportunità d'investimento, particolarmente nelle infrastrutture, banche, utenze e settore industriale".

Anche per l'India si parla di aggregazioni di istituti di credito e di un trend ormai avviato di cambiamento delle abitudini da parte dei risparmiatori indiani, sempre più propensi a dirottare il risparmio verso prodotti finanziari. "I nostri calcoli preliminari suggeriscono che il risparmio medio per famiglia toccherà il 55% nel 2030 con una crescita del 40% rispetto ad oggi. La maggior parte di questi risparmi troveranno la via dei mercati di capitali con prospettive rialziste nel medio termine".

L'analista tace e non parla di oro fisico quando tutti sanno che gli indiani sono i maggiori acquirenti di oro al mondo, sotto forma di gioielli da indossare.

Da bravo economista, dopo aver elogiato le prospettive positive di crescita, l'analista non può non elencare anche gli elementi di difficoltà: fiscalità da riformare, molte sacche di persone veramente povere, spesa a deficit preoccupante ecc. Ogni bravo analista parla sempre dai due lati della bocca: dice una cosa ma anche il fattore che potrebbe smentirla, così evita la figura di merda se quella previsione non si avvera. Conclude dicendo: "nonostante la sfida globale, l'India è beneficiata dalla demografia, da una classe media motivata e dalle recenti riforme governative che danno un outlook costruttivo per la decade a venire". Sembra proprio voler sottintendere un segnale di BUY,

N.11 - IL RISCHIO DELL'AUMENTO DELLE TASSE SOCIETARIE

Mi soffermo su questo capitolo con solo due righe, rimandando alla lettura del report, perché, come cittadini o investitori, il fattore ci toccherà solo dal punto di vista dell'aumento del costo dei beni che abbiamo già commentato precedentemente parlando di inflazione crescente. Le elezioni USA del prossimo novembre sono una delle incognite maggiori al momento. "Se Trump verrà rieletto, lo status quo del corporate americano rimarrà così com'è". Ormai penso sia chiaro che non importa chi sieda sugli scranni della politica. Al vertice della piramide di controllo ci sono le banche che controllando l’emissione del denaro in forma di monopolio, controllano tutto il resto. Adesso che le banche centrali sono private e che non c’è più il vincolo della riserva aurea, esse possono creare tutto il denaro che vogliono e darlo a chi vogliono loro. Allo stesso tempo possono negarlo agli avversari. Hanno il potere totale di vita o di morte. Nessuno ha mai avuto tanto potere prima di ora. Le banche, attraverso il denaro, controllano i media. I media decidono quale debba essere il pensiero unico da diffondere. Una volta diffuso sono le persone che ricevuto e assimilato il messaggio, lo diffondono e creano la realtà. La mente umana funziona sul dualismo, ma non è in grado di comprendere l’unità, per questo viene sempre baloccata e divisa affinché rimanga duttile e malleabile. Dividi et impera!

N.12 - LA VITA ON DEMAND

Capitolo scritto da Silvia Cuneo. Anche qui si parla di App che comanderanno tutti i nostri consumi.

Non solo APP, ma intere piattaforme di super App che gestiranno tutta la nostra vita. Queste super App non saranno solo in grado di ordinare cibo o Taxi, ma saranno anche proprietarie dei servizi che erogano. Ci sarà un grandissimo sviluppo di questa tecnologia nelle città a più alta densità di popolazione, soprattutto in Asia e nel Sud Est Asiatico.

"Come ci avviciniamo al 2030, il passaggio tra off line a on line rimuoverà ogni vestigia di contatto fisico con l'utente finale".