KONZEPT - SECONDA PARTE

Previsioni Deutsche Bank 2020-2030

KONZEPT - SECONDA PARTE

Previsioni Deutsche Bank 2020-2030

Riassunto ed elaborazione di Andrea Cecchi 20/07/2020

La prima parte si può leggere qui: https://andreacecchi.substack.com/p/konzept-part-1

N. 13 - AUTO: LA DECADE ELETTRICA, NON AUTONOMA

“Nonostante tutto il gran parlare di guida autonoma, questa categoria di veicoli fronteggia ancora tutta una serie di ostacoli per poter farla da padrone entro il 2030. Saranno piuttosto i veicoli elettrici ad essere destinati ad un utilizzo più ampio. Infatti, nei prossimi dieci anni, sono destinati a crescere fino a un quinto dei 120 milioni di veicoli che vengono venduti ogni anno nel mondo. Da quel plateau, cresceranno ancora fino a rappresentare la metà di tutti le vendite di veicoli nel 2040. Un forte impulso all’elettrificazione sarà dato dai target di emissione. Ad esempio, la UE richiede il dimezzamento delle emissioni dei veicoli per il 2030. I veicoli leggeri si stanno elettrificando più rapidamente, ma anche i veicoli pesanti seguiranno progressivamente lo stesso destino”.

Anche le auto a combustione dovranno essere ottimizzate per andare incontro a queste direttive riguardanti le emissioni. Si prevedono ingenti costi di progettazione di nuove tecnologie che saranno scaricate sul costo finale di circa 4000€/7000€ per veicolo che l’acquirente dovrà pagare. Nel caso che le aziende automobilistiche decidano di non scaricare i costi aggiuntivi sui consumatori, saranno costrette a vedersi tagliare i margini di profitto dell’1,25% “.

Oltre all’ elettrificazione del sistema propulsivo l’auto coesisterà anche nella forma tradizionale a combustione, ma in questo caso, i motori saranno rimpiccioliti in termini di peso e di potenza, ma non troppo in termini di prestazioni. Gli automobilisti non saranno proprio contenti, ma non avranno scelta a meno che non siano disposti a spendere di più. Spenderemo di più inevitabilmente e pagheranno anche coloro che non compreranno auto, perché gli aiuti statali, sotto forma di incentivi, graveranno come di consueto sulla spesa pubblica e quindi su tutti noi.

“Questi cambiamenti saranno costosi. Infatti, Per raggiungere i target europei di emissioni, le case automobilistiche dovranno spendere 14 miliardi in tecnologia e sviluppo. Questo corrisponde ad una riduzione dei margini di profitto del 2,5%. Questo vuol dire che saranno necessari bonus governativi che potrebbero arrivare sotto forma di infrastrutture o incentivi”.

A livello di fabbisogno energetico, all’ inizio non ci sarà grande differenza, ma dopo il 2030 la necessità di caricare veicoli elettrici contemporaneamente in tutto il mondo potrebbe aumentare ed essere causa di problemi di rischio di sovraccarico.

“La prospettiva per la domanda di petrolio è altrettanto interessante nel senso opposto. Se la produzione di veicoli elettrici si sviluppa secondo le attese, progredendo in linea verso il raggiungimento del target di un coefficiente di riscaldamento globale sotto al 2%, allora la domanda di petrolio scenderà dal livello attuale di 25milioni di barili al giorno fino ad appena poco sotto nel 2030, per poi diminuire rapidamente fino a 15 milioni di barili al giorno nel 2040. Questo è un calo di circa il 16% della domanda globale totale rispetto a oggi. Le compagnie petrolifere si stanno già preparando ad affrontare il rischio. Ad esempio, stanno investendo sulle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici. Ciò è una buona notizia per i proprietari di veicoli elettrici. Si stima che almeno 30$ miliardi dovranno essere investiti nei prossimi dieci anni, soltanto in Europa, per le infrastrutture di ricarica. Nonostante ciò, saranno sempre scarse con una proporzione di 50 macchine per presa di ricarica ad oggi. Nel 2030 la proporzione quadruplicherà”.

Si tratta quindi di un evidente trucco atto a dare nuova linfa al settore automobilistico. Ovviamente tutti i precedenti artifizi, tipo rendere obbligatori alcuni accessori, non sono più sufficienti a rilanciare il mercato delle auto in modo da poter garantire l’attuale ritmo di produzione e di occupazione. Con la riconversione di tutto il parco auto mondiale in auto elettriche, si prevede di mantenere in vita il modello attuale. Adesso un enorme quantità di veicoli vengono prodotti e non venduti, che vengono lasciati ad arrugginire all’ aria in ettari e ettari di terreno vedi link:

https://www.zerohedge.com/economics/where-chinas-unsold-cars-go-die

o questo link

https://www.zerohedge.com/markets/death-yard-where-rental-cars-go-die

pur di non accettare che si tratta di un modello industriale sbagliato. Nessuno però ha il coraggio di fermare questo meccanismo distruttivo. Inoltre, l’escamotage di far apparire i veicoli elettrici come non inquinanti e quindi soddisfare l’indole verde del consumatore, è basato su di una affermazione mendace, in quanto il combustibile che non viene bruciato nei motori delle auto viene comunque bruciato nelle centrali termoelettriche, riducendo in modo ridicolo o nullo il valore aggregato delle emissioni globali. A proposito di questo, invito a leggere la precedente newsletter qui linkata:

https://andreacecchi.substack.com/p/la-verit-sullenergia-verde.

N. 14 - POLICY CLIMATICA: PIÚ REALISTICA E PRAMMATICA

“Per tutta la durata della prossima decade, non ci sarà una facile via d’uscita dal presente impasse. Ci saranno però alcune ragioni per essere ottimisti. Le recenti proteste sono comunque riuscite ad elevare la questione del cambiamento climatico portandone il dibattito nell’arena politica”.

In tutto questo capitolo si torna a martellare sul discorso clima, ambiente, emissioni ecc.

Anche qui, per avere un’idea pratica e definitiva di quanto tutto questo argomento si regga sul nulla, rimando nuovamente alla lettura del mio pezzo https://andreacecchi.substack.com/p/la-verit-sullenergia-verde. In effetti, anche Deutsche Bank ammette che: “dalla parte della fornitura, nonostante gli ingenti investimenti, le energie rinnovabili quali, energia eolica e fotovoltaica, non sono ancora in grado di soddisfare la crescente domanda globale e, con la tecnologia attuale, è impossibile

immagazzinare l’eccesso di produzione energetica derivante dalle energie rinnovabili. Le emissioni globali continueranno ad aumentare. La popolazione mondiale cresce di 80 milioni di persone l’anno. Questo significa che anche il fabbisogno energetico è destinato ad aumentare in termini assoluti con un maggior numero di utilizzatori ed una maggiore intensità pro capite. La quota di combustibili fossili come domanda primaria globale diminuirà soltanto di poco, dal 81% attuale al 70% nel 2040”.

Tutto l’argomento relativo al clima dà vita a una montagna di lavoro e di burocrazia collegati ad un’inconcludente serie di convegni, conferenze, studi e immense perdite di tempo e di energie, tutte indirizzare a mantenere in piedi una narrazione in cui l’aria, invece che essere purificata, viene fritta e ri-fritta in interminabili e pallosissimi proclami da parte di personaggi che devono giustificare il proprio stipendio, ma che non arrivano mai a niente, proprio perché la loro esistenza dipende da una questione da essi stessi creata. Come inequivocabilmente spiegato nella mia newsletter riguardante le energie rinnovabili e come ammesso anche dalla stessa Deutsche Bank in questo report, la narrazione relativa al settore green è basata sul niente, visto che siamo e resteremo ancora a lunghissimo tempo legati al petrolio e i suoi derivati. Qual’è allora lo scopo di tutto questo accanimento da parte dei media e dei centri di potere nel portare avanti questo discorso con un dispiegamento di forze così immenso?

“La politica dovrà abolire i sussidi per chi opera con combustibili fossili, che in molti paesi sono ancora uno strumento di consenso politico. Dovranno essere inoltre elevate nuove tasse sulle emissioni di carbonio anche mettendo un prezzo sulle emissioni attraverso l’implementazione di un nuovo sistema di trading sulle emissioni. Entrambe le ipotesi determineranno un aumento significativo del prezzo dei carburanti fossili”.

I più attenti, a questo punto, si saranno già accorti di dove è che si voleva arrivare. Del clima e del pianeta, a questi non gliene frega niente. Lo scopo è quello di creare una borsa azionaria dove fare trading delle quote di carbonio ed alimentare un’ altra bolla economica di finanza astratta creata dal nulla che dia sfogo e lauti guadagni a quel settore parassitario e nocivo che è quello delle speculazioni economiche.

Non siete convinti che sia un argomento di grande importanza? Non preoccupatevi, continueranno a insistere molto su questo tasto. “Molti elettori credono che ci siano problemi più pressanti al mondo. Allo stesso tempo gli attivisti stanno seriamente combattendo per l’abolizione dei principi democratici fondamentali, allo scopo di far implementare il prima possibile le misure impopolari sulla protezione del clima”.

In conclusione, aspettiamoci ancora più Greta Thumberg, ancora più tasse sul clima, costi crescenti su carburante e riscaldamento e bolle speculative sul trading del carbonio. Ogni tentativo di dibattere su questo argomento verrà silenziato con la prepotenza di tutti i media che ci ricorderanno fino alla nausea quanto facciamo schifo, noi cittadini del mondo civilizzato, tutte le volte che vorremmo riscaldarci, muoverci o semplicemente volendo vivere decorosamente le nostre vite.

N. 16 - IL DIVIDENDO DEMOGRAFICO

Questo capitolo è interamente dedicato alle dinamiche relative alla popolazione, dove vengono

analizzate le prospettive di nascita e di morte con varie considerazioni che scaturiscono dall’ analisi che le varie fasce d’età hanno sui trend economici. L’argomento è sicuramente importante, ma qui devo ammettere un mio limite caratteriale che mi impedisce di assimilare fino a fondo questi concetti, basati soprattutto su calcoli attuariali e sociologici abbastanza astratti dove si finisce anche a guardare nel grembo delle donne e su come gestirne al meglio la fecondità per gli interessi che più siano vicini a quelli di un mondo ipoteticamente omogeneo e prevedibile. Questo torna utile a chi fa programmazione economica e ci investe seguendone i criteri così determinati. Ci sono comunque dei passaggi molto interessanti

come i seguenti:

“L’età media umana è aumentata da 46 a 72 anni dal 1950, ma il mondo è più giovane di quanto sembri. Il solito trio di fertilità, mortalità infantile e longevità determinerà in che modo questo trend continuerà. Le persone impiegano più tempo per fare le cose nella vita dato che la vita si è allungata. Da come abbiamo potuto osservare, nelle precedenti decadi, la gente si sposa più tardi, si laurea e compra casa più tardi. Ovviamente, la ragione per cui la gente compra la casa più tardi è anche dovuta al fatto che le case costano tanto, ma questo è perché la gente è disposta a pagare di più perché ha pianificato di vivere e lavorare più a lungo. Questo spiega anche perché i mercati rimangono ossessionati dal gruppo d’età dei 18-45 piuttosto che il rapidamente crescente gruppo di +50 anni. Il progresso nel settore medico, nello stile di vita e nell’educazione alle buone pratiche alimentari, ha contribuito a rallentare l’invecchiamento, facendo si che le persone si sentano più

giovani rispetto all’età fisica reale. In un’indagine condotta tra persone in età pensionabile è stato rilevato che esse si sentono mediamente 20 anni più giovani rispetto alla loro età cronologica.

Però, se il presente trend continuerà, il mondo sarà un po’ più vecchio nel 2030. Molte persone credono che questo sia un male e che ci sarà un aggravio di costi per il sistema pensionistico e quello sanitario, in base al calcolo tra persone che lavorano e pensionati. Adesso, nelle nazioni sviluppate, il rapporto è di un pensionato ogni tre lavoratori. Nel 1990 il rapporto era di uno su cinque”.

L’autore del report introduce adesso il concetto di dividendo demografico che è anche il titolo del presente capitolo. Con questa nozione si capisce che il mondo finanziario qui rappresentato da Deutsche Bank, considera la demografia, ovvero la vita umana, come un asset finanziario da cui ricavare un dividendo. Di questo dobbiamo quindi prenderne atto. Per il mondo economico non siamo altro che X su un foglio Excel e la nostra vita e la nostra morte sono sfumature su dei grafici che vengono utilizzati dagli sviluppatori dei modelli economici per gestire pianificazione e investimenti. Cos’è dunque il dividendo demografico? “Tale definizione si ha quando una nazione è indirizzata verso un aumento nel numero degli individui in età lavorativa nella decade a venire che allo stesso tempo abbia visto un calo nel tasso di fertilità nella decade precedente”.

“Per adesso, delle 200 nazioni al mondo, solo 22 hanno il dividendo demografico. In Europa ce ne è una sola: l’Irlanda. Molte nazioni sono in Africa e molte altre che sono destinate ad entrare nel trend demografico positivo si trovano nei Caraibi e nelle isole del Pacifico. Il più importante fattore, per una nazione, nell’ottenimento di un dividendo demografico negli ultimi cento anni, è stata la diminuzione della mortalità infantile. Ma la diminuzione della mortalità infantile non si traduce necessariamente in una diminuzione della fertilità. Ci vuole un grande cambiamento culturale per far si che la fertilità cali. Uno studio in Brasile ha dimostrato che nelle aree dove erano disponibili le Soap Opera e le Telenovelas, le donne hanno effettivamente avuto meno bambini perché il modello di famiglia ideale esibito dalle fiction è quello di famiglie con pochi bambini”.

La finanziarizzazione della vita umana pone l’individuo al centro di una visione freddamente economica. Addio quindi a tutto il pensiero umanista e alla concezione religiosa dell’unicità della nostra anima, per aprire la porta ad una gestione zootecnica di un parco buoi da gestire per scopi produttivi affinché, alla stregua degli investimenti azionari, si possa avere il fatidico dividendo.

N. 17 - CRIPTOVALUTE: IL CASH DEL VENTUNESIMO SECOLO

Chiariamo subito un concetto: allo stato attuale, le criptovalute, come il Bitcoin, servono solo per speculare e per comprare roba illegale, tipo armi, droga, ecc sul Dark Web. Finché non emergerà una criptovaluta riconosciuta dallo stato, non sarà possibile capire quale sarà il futuro di questo sistema di pagamento e di scambio. Queste le interessanti considerazioni di Deutsche bank riguardo a questo importantissimo argomento.

“È un bel po’ che esistono, ma solo nel 2017 le criptovalute sono state oggetto di attenzione globale, quando il Bitcoin raggiunse la quota di quasi 20mila$. Quando Facebook annuncò Libra, la sua criptovaluta per i pagamenti, all’inizio del 2019, il dibattito comprese tutti i livelli della società e della politica. Non c’è da meravigliarsi. Facebook, con la sua base di oltre 2 miliardi di utenti, ha il potenziale di disgregare l’industria dei pagamenti e di spedire l’uso delle criptovalute nel mainstream. Per adesso, le cripto, sono state solo aggiunte invece che sostituzioni nell’inventario delle monete globali. Ma guardando oltre, la situazione potrebbe cambiare. Che succederebbe se una delle GAFA o delle controparti cinesi BAXT, per esempio riuscisse a scavalcare gli ostacoli dei regolamenti? Ciò renderebbe le criptovalute molto più appetibili e darebbe loro il potenziale di riuscire veramente a rimpiazzare il cash. Dalla parte dell’offerta, i governi, le banche e i gestori delle carte di credito si stanno muovendo verso una società senza cash. Tutte queste entità condividono un unico scopo: l’eliminazione del contante. La svolta sarà data dalle decisioni che prenderanno le due nazioni più popolate al mondo. Per adesso, India e Cina hanno vietato la compravendita di criptovalute. Ma le cose si stanno muovendo rapidamente. A fine ottobre 2019 il presidente Xi Jinping ha dichiarato che la blockchain e una grande innovazione tecnologica Ha ribadito l’intenzione della banca centrale cinese PBOC di rimpiazzare il contante con una valuta digitale emessa dalla banca centrale stessa. Lo scopo finale è quello di supportare una circolazione internazionale dello Yuan. I dettagli ancora dovranno essere confermati, ma la nova valuta avrà le seguenti caratteristiche: le banche commerciali e la PBOC saranno i soli emettitori; La PBOC curerà tutti i portafogli elettronici - wallets - possibilmente senza usare la blockchain. Con il supporto del governo, è molto probabile che la popolazione cinese adotti rapidamente la valuta digitale. Anche in India sta arrivando il cambiamento. Nel 2016 il governo indiano ha ritirato dalla circolazione le banconote da 1000 e da 500 rupie. E recentemente, una commissione governativa è in stato avanzato di lavoro per l’introduzione di una valuta digitale ufficiale regolata dalla banca centrale indiana: Reserve Bank Of India”.

Questo capitolo è in effetti un’analisi ancora più approfondita del punto 1 - FINE DEL CONTANTE - con cui inizia il presente report e che ho trattato nella prima parte del report nella precedente newsletter. Ė indubbio che ci troviamo vicinissimi a questa svolta epocale. La conversione al mondo digitale è inevitabile perché, come dice il report, governi, banche e gestori dei sistemi di pagamento, lo vogliono e lo faranno sicuramente. Ancora ci sono dei passaggi tecnici da mettere a punto. Innanzitutto bisogna che la criptovalute siano legalmente riconosciute così da ottenere la stabilità del valore e la fiducia del pubblico sia dei consumatori che dei negozi. Una volta che i pagamenti digitali raggiungeranno le piattaforme di Visa, Mastercard, American Express, Google Pay, Apple Pay, Amazon ecc. il mondo dei consumi sarà praticamente digitale perché non ci sarà altra opzione per pagare. Le incognite principale rimangono la stabilità della fornitura elettrica in un mondo sempre più elettrificato ed energivoro. Anche gli attacchi informatici dovranno essere tenuti in considerazione per garantire la sicurezza. Crescerà di grande misura la necessità di costruire server per immagazzinare i dati delle persone che conterranno un backup di memoria di tutto il credito digitale disponibile. “Se guardiamo ai prossimi dieci anni non ci sarebbe da meravigliarsi se ad un tratto nascesse una nuova valuta digitale in grado di emergere su tutte le altre”. Quale sarà la nazione che godrà del vantaggio di essere la prima ad ottenere licenze ed alleanze? Quando ciò avverrà, la linea di demarcazione tra criptovalute, istituzioni finanziarie e il settore pubblico e privato non sarà più così ben marcata come adesso”. Quando la Cina annuncerà di avere non 2000 ma 20mila tonnellate d’oro e annuncerà la nascita di un CriptoYuan su base aurea come strumento di pagamento convertibile da utilizzarsi sugli scambi import export, sui canali digitali e gli acquisti su Alibaba con il supporto digitale delle tecnologie tipo Huawei, sarà l’alba di una nuova supremazia economica e tecnologica globale.

N. 18 - COME FARÁ L’EUROPA A METTERE A POSTO LE SUE BANCHE?

Deutsche Bank è una delle banche messe peggio al mondo. Ha un’esposizione in derivati di 22mila miliardi. È una bomba a orologeria innescata nel cuore dell’Europa e del mondo. In tutto questo capitolo viene valutato il complesso lavoro che deve essere svolto per ottenere il contenimento di un evento catastrofico nel settore bancario. Qui si intrecciano tutte le incongruenze di un’unione europea che di fatto ha indebolito tutti. L’autore affronta il tema in modo serio, ponendo la questione sotto il profilo tecnico, della necessità di aggregare le banche per renderle più robuste e gestibili. Il discorso si fa molto politico e non mi interessa molto commentare queste noiose ipotesi inconcludenti. Quindi, qui apro io una parentesi cercando di spiegare un argomento di cui nessuno parla e che pochissimi conoscono a fondo. Il succo della questione è molto importante e risponde a questa domanda: perché bisogna aggregare le banche il più possibile?

Questa è una cosa che bisogna assolutamente capire. Quindi questo che segue è molto importante perché è la base su cui si regge tutto il sistema economico globale: la montagna di contratti derivati!

I derivati sono scommesse fatte nella maggioranza dei casi con soldi presi in prestito.

Sono scommesse su tassi di interesse, valute estere, azioni, fallimenti di privati e di società, e persino scommesse su scommesse.

Le scommesse sono piazzate dalle banche fra di loro, fra banche e agenzie di brokeraggio, tra brokers e hedge funds, tra hedge funds e banche ed altri ancora.

Spesso hanno un alto tasso di rischio ed hanno dimensioni gigantesche.

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (B.I.S.) l’intero mondo è gravato da una pila di derivati OTC di 640 mila miliardi (https://stats.bis.org/statx/srs/table/d5.1?f=pdf) Una cifra più vicina alla realtà, conteggiando tutti i contratti complessivamente, parrebbe addirittura, secondo alcuni analisti, di 2.2 quadrilioni ovvero 2.2 milioni di miliardi. 640 mila miliardi corrispondono oltre 10 volte il P.I.L. dell’intero mondo. I “fan” dei derivati sostengono che queste cifre non hanno a che vedere col rischio reale che rappresentano in quanto la maggioranza dei giocatori scommettono denaro preso a prestito. Per meglio capire come funzionano si può considerare questo esempio:

un giocatore va a Las Vegas e vuole tentare la sua fortuna sulla ruota della roulette, ma vuole andarci tranquillo, così, invece di mettere i soldi su dei numeri a caso, scommette un po’ sul rosso e un po’ sul nero; un po’ sul pari, un po’ sul dispari.

Raramente vince più di una frazione di ciò che ha giocato, ma allo stesso modo raramente perde più di una frazione lo stesso.

Anche le banche tipo Citigroup fanno la stessa cosa con i derivati, ma con alcune differenze sostanziali:

1. non scommettono contro il banco. Infatti non c’e’ nessun banco contro cui scommettere, invece al gioco dei derivati si scommette con l’equivalente degli altri giocatori intorno al tavolo del casinò.

2. anche se le scommesse sono bilanciate, ciò non avviene con lo stesso giocatore. Per tornare all’esempio della roulette, se Citigroup scommette sul rosso contro un giocatore, può scommettere sul nero contro un altro giocatore. Alla fine le scommesse sono bilanciate (rosso = nero), ma non lo sono i singoli giocatori…niente affatto!

3. Come detto prima, la posta in gioco è spaventosamente grande, milioni di volte tutti i casinò del mondo messi insieme.

Ecco la domanda che ancora non ha risposta:

COSA PUO’ SUCCEDERE IN CASO DI COLLASSO?

Cosa accade se il giocatore non ha i soldi per pagare la scommessa?

Questa affermazione non viene da un catastrofista uccello del malaugurio, bensì dal discorso a Washington del direttore del Fondo Monetario Internazionale:

“Il fallimento di Lehman è un segnale che il collasso globale può arrivare all’improvviso”.

Nel racket delle scommesse, la Mafia sa come comportarsi in caso di insolvenza dei giocatori perdenti. Nella malavita le scommesse girano attraverso gli allibratori che sono a loro volta parte di un intricato sistema di soggetti.

Il sistema funziona quasi sempre bene ma se uno degli allibratori principali non paga la filiera si interrompe causando una reazione a catena e perdono tutti, sia i perdenti che i vincitori, a c’e’ di peggio, anche i vincitori che contavano sulla vincita da una parte per ripianare una perdita da un’altra parte, si trovano sbilanciati e cadono facendo crollare con se tutto il sistema. Per evitare questo tipo di disastro, la Mafia sa esattamente cosa deve fare e adotta le contromisure molto rapidamente. Se uno scommettitore non paga, la prima volta se la cava con alcune ossa rotte in qualche vicolo buio, mentre la seconda volta si potrebbe ritrovare in fondo all’East River con calzature di cemento. A differenza della mafia istituzioni come il New York Stock Exchange e il Chicago Board of Trade, operano legalmente ma anche esse si avvalgono di “allibratori” detti brokers. Se un broker non paga, l’agenzia per cui lavora lo allontana dal gioco, se è l’agenzia intera a non pagare, la borsa la bandisce dalle contrattazioni, all’istante! Ma ecco qui il trucco. Nei derivati non ci sono brokers, nessuna borsa per le contrattazioni, nessun controllo. Infatti, di quei 2.2 milioni di miliardi solo il 4.5% sono stati scambiati in borsa, il resto (+95%) sono scommesse fatte direttamente tra le parti: compratore e venditore. In gergo si dice “over the counter” OTC, che vuol dire al banco, come in un bar, o in un casinò appunto. Il 100% dei derivati mondiali che la B.I.S. dichiara essere 640mila miliardi sono valori “over the counter”. Niente borse valori, nessun controllo, nessuna regola. Non è semplicemente un caso di cattiva o inesistente disciplina. E’ molto peggio, è l’equivalente di un conglomero di giocatori che scommettano per la strada senza neanche un casinò a mantenere l’ordine. I dati forniti da O.C.C. e dalla B.I.S. ci fanno capire che basta che uno dei giocatori, anche meno esposti ,tipo Lehman Brothers, fallisca per gettare tutto il sistema nella totale paralisi del credito. Deutsche Bank è enormemente più esposta.

Ecco perché il super investitore Warren Buffett ha definito i derivati “armi di distruzione di massa”. Se si conta un dollaro per ogni secondo, ci vogliono 32 milioni di anni per arrivare ad un quadrilione”.

Quindi alla domanda che introduce il capitolo: come farà l’Europa a mettere a posto le sue banche? Si pone una risposta da 2.2 milioni di miliardi di dollari. Chi vivrà vedrà. Deutsche Bank si augura un consolidamento delle banche europee per ridurre il rischio di stagnazione economica. Tale consolidamento, a mio avviso, avrebbe senso anche perché un numero inferiore di istituti di credito di dimensioni più grandi renderebbe più semplice un intervento in caso di crisi e di necessità di disinnescare problematiche relative a disastri sui derivati.

N. 19 - STATISTICHE SPORTIVE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Si torna nuovamente a parlare di intelligenza artificiale, questa volta collegata agli eventi sportivi.

Non so niente di sport come intrattenimento. Lo pratico, ma non lo guardo e non sono in grado di commentare. Chi è appassionato può approfondire direttamente leggendosi il capitolo in originale al link precedentemente indicato.

N. 20 - LA VERA SUPREMAZIA QUANTICA: CHI VINCE PRENDE TUTTO

Mi trovo a commentare questo capitolo poco dopo aver rivisto il film Terminator. Il film famosissimo parla di un momento in cui le macchine prendono il sopravvento sugli umani. In una scena molto gignificativa, l’eroe cerca di spiegare il futuro a Sarah Connors e lei incredula dice: “ma questa tecnologia non è ancora disponibile”? Non ancora, le risponde lui, non almeno per alri 40anni! Beh, il film è del 1984, quindi ci siamo quasi: la supremazia quantica. Sarà forse quello il momento in cui la capacità dei computer raggiungerà il punto di non ritorno?

Vediamo cosa ci dice il report:

“Se abbiamo imparato qualcosa dalla storia delle scoperte e delle invenzioni è che nel lungo, ma anche nel breve periodo, le profezie più fantastiche si dimostrano le più sfacciatamente conservative! Sir Arthur Clarke. Il codice cifrato della CIA è considerato uno dei codici più sicuri al mondo. Ci vorrebbero 600m di anni ad un supercomputer per decifrare il codice. Un computer quantico di 4000 qubits di potenza lo potrebbe fare in 120 secondi. Un qubit sta al computer quantico come il bit sta al computer convenzionale. I qubit sono grandezze esponenzialmente superiori ai bit in termini di magnitudine. Mentre tutta l’attenzione è focalizzata sull’intelligenza artificiale, il quatum computing non appare sui titoli dei giornali, ma se chiediamo a qualsiasi esperto di sicurezza nazionale quale sia il campo di battaglia tecnologico che non lo fa dormire la notte, questi risponderà sicuramente: supremazia quantica a sorpresa. Ci sono svariate nazioni a giro per il mondo che stanno lavorando aggressivamente al quantum computing. Quelle che stanno investendo di più sono USA e Cina. Gli USA spendono 500m l’anno. La cina 10$ miliardi, anche se stime ufficiose parlano di 30$ miliardi. Recentemente si è unita a questa corsa anche la Russia e altri paesi, ma in termini di potenziale economico, rimane sempre una scienza del futuro. Lo sviluppo di tecnologie chiave generalmente non segue una traiettoria prevedibile, quindi è difficile sapere se riusciremo ad arrivarci entro questa decade o negli anni successivi. Il raggiungimento della supremazia quantica rispetto anche alla più avanzata tecnologia disponibile sarà come paragonare la potenza dei processori di calcolo di cui disponiamo adesso con la carta e penna del 1800”.

Siamo qui in un ambito futuristico dove governi e militari collaborano strettamente e segretamente.

Ci sono progetti in ambito energetico dove si progetta di poter scombinare le molecole della materia per ottenere energia. In ambito militare, ci sono sviluppi che fanno paura. Un satellite potrebbe riconoscere qualsiasi persona con estrema precisione anche dalla sua ombra, interpretando e tracciando i movimenti in qualsiasi angolo del globo con una precisione totale.

“Lo sviluppo del quantum computing è diverso dalla corsa all’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è più simile ad una maratona, dove vince chi si è preparato lavorando nel tempo più duramente. Il quantum computing assomiglia invece alla micidiale arte marziale del Jujitsu: chi conosce questa arte polverizza immediatamente l’avversario e lo sottomette in un attimo con una forza ed una astuzia invincibile”. Terminator?

N. 21 - IL RITORNO DEI SINDACATI

Questo capitolo si ricollega al precedente, nella parte 1 del report, quello dei profitti aziendali previsti in calo a causa degli aumenti dei salari. Qui l’autore approfondisce il tema parlandoci del ritorno sulla scena dei sindacati come forza rappresentativa della forza lavoro. “L’anno scorso le iscrizioni ai sindacati da parte di lavoratori nella fascia di età compresa tra i 16 e i 19 anni è aumentata del 60 per cento. Per il 2030, l’appartenenza ad un sindacato potrà sembrare diversa da come la vediamo oggi, ma sicuramente sarà di gran lunga molto più potente . Il 2020 sarà l’anno in cui i contratti a 6 ore verranno finalmente formalizzati. La giornata lavorativa di sei ore comincerà nei lavori professionali e negli uffici dove non ci si interfaccia con i clienti. Una volta sperimentata, sarà accettata anche dagli altri ruoli con turni di ore predefinite durante il giorno e con paghe orarie più alte che saranno possibili grazie ai comunque elevati profitti corporativi. Coloro che hanno paura dei costi aggiuntivi devono rilassarsi. Questo passaggio è stato lo standard del progresso dei diritti dei lavoratori da oltre duecento anni. Anche i datori di lavoro ne trarranno beneficio, con lavoratori meno stressati, che si ammalano meno e che garantiranno una produttività più elevata che si traduce anche in clienti più soddisfatti. Le sei ore di lavoro al giorno potrebbe finalmente essere la svolta che metterà definitivamente da parte la questione sulla scarsa produttività”.

N. 23 - IL RITORNO DELLE LAUREE IN LINGUE E FILOSOFIA

Secondo il report invece, sembra che chi ha un’educazione avanzata in queste materie troverà molta richiesta d’impiego per colmare quella fase in cui l’intelligenza artificiale sarà presente in quasi tutte le interfacce della nostra vita, ma ancora non sarà così perfetta da riuscire a compiere ragionamenti filosofici e in lingue diverse.

Un interessante analisi in cui cediamo ancora di più del nostro intelletto alle macchine per renderle sempre più impeccabili e micidiali.