L'URAGANO ALLE BAHAMAS

Settembre 2019

Il primo settembre 2019 le Isole Bahamas vengono colpite dal il più terribile uragano di sempre. Vento a 300 km/hr. Due delle principali isole rase al suolo.

https://en.wikipedia.org/wiki/Hurricane_Dorian

Le Bahamas sono un arcipelago di 700 isole di cui solo 14 sono abitate. Si trovano disposte in una vasta area di mare subito ad est della Florida. È un luogo meraviglioso. Per la natura incontaminata, l’acqua cristallina e la gente molto ospitale. Perché parlo di questo. Perché è il paese di mia moglie, originaria dell’isola di Eleuthera.

La parola Bahamas, evoca subito nei malpensanti, idee di loschi traffici di finanzieri speculativi. Esiste anche questa realtà. Le banche Offshore con sede a Nassau si sono rese protagoniste di vicende famose. Il banchiere Roberto Calvi aveva la casa a Nassau e la succursale del Banco Ambrosiano proprio su questa isola. Dopo la sua tragica morte, il figlio Carlo, ha soggiornato a lungo in quella casa, come ci racconta Ferruccio Pinotti nell’ottimo libro Poteri Forti.  Vorrei comunicare ai lettori della mia newsletter, che io non ho a che fare con queste cose, nella maniera più assoluta.

Capisco che istintivamente venga fatto di fare certi collegamenti. Lo stereotipo è un meccanismo mentale che risolve la necessità di approfondire.

Vi prego quindi di eliminare ogni sospetto che questa newsletter possa essere in qualche modo un qualcosa che viene gestita da una persona non trasparente e dedita ad attività strane.

La realtà legata alle Banche Offshore, ai Trust e alle gestioni patrimoniali è praticata soprattutto da entità giuridiche di nazionalità svizzera. Praticamente, per quel che riguarda le banche, le Bahamas sono la Svizzera sotto casa dell’America. Più facili e vicine da raggiungere, via aereo privato, barca a vela o yacht a motore. Oltre alla finanza e ad essere un paradiso fiscale, le Bahamas sono comunque una nazione come tutte le altre, con la gente che lavora e vive semplicemente del proprio onesto lavoro, tra cui il turismo, la pesca, l’agricoltura e i lavori governativi, compreso il settore terziario.

Sin dal 2014 mi sono occupato, senza fini di lucro, di promozione turistica iniziando una pagina Facebook che si chiama Andiamo Alle Bahamas, che voleva essere principalmente una fonte di informazioni utile agli appassionati di pesca sportiva tropicale che è anche una mia grande passione.

https://www.facebook.com/Bahama4Italia

Prima dell’uragano, nel mese di agosto 2019 ero alle Bahamas per le mie vacanze, con la mia famiglia e altri amici. Ma eravamo già al lavoro per sviluppare nuove iniziative di collaborazione tra le nostre due belle nazioni, l’Italia e le Bahamas.

Il primo contatto lo abbiamo avuto con la Fondazione One Eleuthera,

https://oneeleuthera.org/

che si occupa di svariati progetti di solidarietà tra cui quello di insegnare i mestieri ai giovani. Mestieri come: muratore, idraulico, falegname, elettricista, installatore di pannelli solari, cuoco ecc. Un’attività di grande importanza per dare una professione ai giovani del posto. L’idea nostra era quella di creare un punto di contatto per scambi culturali tra studenti.

Nel 2007 avevo già partecipato a un progetto insieme al dipartimento di Biologia Marina di Trieste relativamente alle spugne naturali.  L’esperimento è stato portato avanti in sinergia con l’Island School di Cape Eleuthera, una scuola americana con sede a Eleuthera-Bahamas. 

http://www.islandschool.org/.

Abbiamo anche accordi con altre università italiane per far conoscere importantissime fasi geologiche che hanno come punto di partenza proprio le Bahamas, con il fenomeno delle oolite.  

Sempre a agosto 2019, a Nassau ho potuto incontrare il Ministro degli Esteri, Hon. Darren Henfield e il Ministro dell’agricoltura Hon. Michael Pintard (che ci aveva a sua volta fatto visita a Firenze a giugno 2019, mentre era in Italia per la F.A.O.) per sviluppare dei progetti di comune beneficio tra Italia e Bahamas.

Un progetto di collaborazione artigianale tra maestri di Torre del Greco, da me ingaggiati, e dipartimento delle risorse marine delle Bahamas era già finanziato e pronto a partire.  

Purtroppo,  prima l’uragano a settembre e poi il coronavirus, hanno fermato queste iniziative.

L’uragano Dorian ha colpito le Bahamas con una potenza devastante mai vista.  Una potenza ed una modalità talmente anomale che hanno destato il sospetto che poteva anche trattarsi di un evento non del tutto naturale. Abbiamo già osservato spesso eventi meteorologici o naturali che sfuggono alle leggi della natura.  Gli incendi in California, certi terremoti, tra cui quello di Haiti, ecc.  Quando ero sottotenente dell’Aeronautica, con base in Sicilia, ho sentito con le mie orecchie parlare di “cloud seeding”. Non è un segreto. C’è anche su Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_seeding. Quindi si può dire senza essere accusati di essere complottisti che il meteo è qualcosa oggetto di modificazione artificiale.

Nessuno può dire con certezza se nel caso dell’uragano che ha colpito le Bahamas si è trattato di un episodio di guerra climatica del tipo descritto in questo articolo da cui ho tratto un paragrafo:

https://www.disinformazione.it/guerreclimatiche.htm

“ La rinomata scienziata dott. Rosalie Bertell conferma che "gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l'accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell'atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate[2]
Già negli anni '70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro "Tra Due Epoche" che:
"...La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (...) Tecniche di modificazione del clima potrebbero essere impiegate per causare prolungati periodi di siccità o tempesta..."

Ne parla anche Aleksandr Solzenicyn nel racconto “La Casa di Matrjona” da cui ho tratto questo trafiletto

Adesso fa preoccupare il progetto Scopex che parla apertamente di modifiche climantiche, (anche se per adesso pare sia stato bloccato):

https://www.money.it/Bill-Gates-strana-idea-oscurare-sole-di-cosa-si-tratta

Vediamo cosa successe prima dell’uragano, nel 2019? È forse questo l’evento scatenante che ha mandato in bestia qualcuno? Non lo so e nessuno può dirlo. Solo che l’uragano si è soffermato due giorni sulle Bahamas e quando doveva raggiungere le coste degli Stati Uniti aveva già perso tutta la sua intensità distruttrice perché l’aveva scaricata tutta sulle isole di Abaco e Grand Bahama. Come può un uragano che viaggia a 300km/hr fermarsi per due giorni?

https://www.forbes.com/sites/bradthomas/2019/05/29/china-is-cashing-in-on-this-piece-of-paradise-just-40-miles-from-palm-beach/?sh=549af848188a

L’articolo parla di investimenti miliardari da parte della Cina nelle Bahamas proprio nel 2019. Miliardi di dollari che arrivano in una nazione che ha meno di 400mila abitanti (pari alla popolazione di Bologna). Le Bahamas dove un ambasciatore americano manca da 8 anni. Un paese che è quindi diplomaticamente abbandonato dal suo maggior partner di prossimità e che sta spalancando le porte al capitale e all’espansionismo cinese, che mette così il piede sulla porta di casa degli USA.

Ma passiamo alla cronaca di quello che è successo.

Il primo settembre arriva l’uragano. La gente del posto, fa quello che ha sempre fatto quando arrivano gli uragani. Le case sono solide, in muratura. Hanno sempre garantito la sicurezza. Quando passa l’uragano, si sta in casa, con le finestre chiuse e sbarrate, con le lampade elettriche o a cherosene, con le scorte di acqua potabile e scatolette, si legge la Bibbia, si prega e si aspetta che passi la bufera. Tutto dura qualche ora, poi l’uragano si sposta.

Questa volta non va così. L’uragano raggiunge la velocità mai vista di 300km/ora e invece di passare velocemente, vista l’enorme e anomala velocità, si ferma per 48 ore sopra le isole di Grand Bahama e Abaco: le due isole economicamente più rilevanti per le Bahamas dopo la capitale Nassau. Inoltre, l’uragano colpisce proprio durante un plenilunio speciale. Quelli che gli astronomi chiamano “super moon”. L’attività lunare amplifica l’effetto delle maree. L’acqua del mare che sale a dismisura, anche sospinta dal vento a 300 all’ora e tutta l’acqua che cade dal cielo sono troppo anche per chi si era sempre difeso nel modo tradizionale e sperava di potercela fare ancora una volta. Gli uragani si possono prevedere con largo anticipo e i modelli meteo sono molto affidabili nell'indicarne la traiettoria. Le persone delle Bahamas erano quindi tutte al sicuro nelle case in muratura e nei rifugi che hanno sempre resistito a tutti i precedenti uragani. Questo è stato qualcosa di mostruoso. L'ira di Dio scatenata come una furia. Quando è così non c'è scampo. Come avere l'auto blindata ma ti sparano sopra una bomba al tritolo. Moriranno 2500 persone e 70mila perderanno tutto.

Ecco alcune testimonianze:

4 settembre 2019 – 3 giorni dopo il passaggio della massima intensità:

Purtroppo ancora non è risolto nulla. Anzi. L'uragano non si è dissipato e continua a picchiare su Abaco e Grand Bahama con pioggia e vento categoria 3 rendendo difficile e anche impossibile portare soccorso. Gli aeroporti sono sott'acqua così come le strade e buona parte delle case. In alcune zone Il 75% delle abitazioni civili sono state distrutte. Alcune delle case in muratura hanno resistito, ma molte hanno perso il tetto, sono allagate fino al soffitto o tutt'e due. Troppo presto per conoscere il numero delle vittime. Un uomo con sua moglie e i figli si sono salvati nuotando in mezzo all'uragano fino a casa di una sorella che essendo su una piccola altura almeno non era sott'acqua. Una persona lì vicino ha comunicato di aver visto sua moglie morire, quando l'acqua è arrivata ai pensili della cucina dove era salita, per poi scivolare nell'acqua che l'aveva ormai raggiunta fino a lì causandone probabilmente l'ipotermia. Lui si è salvato nuotando verso la sua barca che galleggiava portata dal vento e dalla corrente in mezzo ai detriti ma fortunatamente si era ancorata a qualcosa di solido. Alcune persone si sono trovati gli squali in salotto, come nei film demenziali.

5 settembre 2019

"Ci siamo rifugiati in un edificio in muratura che pensavamo fosse sicuro. Prima è partito il tetto, portato via dal vento fortissimo, poi il muro di mattoni dietro al quale cercavamo riparo ha iniziato a sventolare come quando appendi i panni ad asciugare al sole. In quel momento me ne sono andato ed ho visto il muro crollare e schiacciare i poveretti che non si erano allontanati. Ho nuotato verso una casa con il mio bambino di 5 anni aggrappato dietro di me.

Mentre cercavo di metterlo in salvo sul tetto della casa, qualcosa, forse un pezzo di lamiera trasportata nell' acqua dalla forte corrente, mi ha colpito alla gamba e ho iniziato a sanguinare copiosamente. In quel momento, tradito dal forte dolore, ho lasciato la manina del mio bambino che poco dopo è scivolato e l'ho visto inabissarsi.

Ho preso aria e sono andato giù, nell'acqua marrone, alla cieca, una due, dieci volte sperando che la mia mano lo trovasse. Cercavo un lembo della sua maglietta, una scarpina, di sentire la sua pelle, ma niente. Ormai esausto, mi sono messo in salvo e ho iniziato a piangere.

Spero che lo ritrovino, ma sarà dura per un bambino di 5 anni sopravvivere a quella furia. È così che ho perso mio figlio".

6 settembre 2019

Mi sono messa in salvo tra le travi del soffitto di casa. L’acqua stava salendo velocemente e non c’era un posto abbastanza alto. Per fortuna l’acqua ha smesso di salire, sennò sarei annegata lì, tra il soffitto e il tetto. A un certo punto mi sono accorta che anche dei topi e dei serpenti avevano avuto la mia stessa idea e si erano rifugiati lì anche loro per sfuggire all’uragano. Solo che io ho la fobia dei serpenti. Un terrore indescrivibile. Sono stata lassù, aggrappata alle travi di casa, in mezzo ai serpenti per tantissime ore, finché sono arrivati i soccorsi e mi hanno portato in salvo.

Ottobre 2019

Un mese fa l'uragano Dorian ha distrutto due delle isole delle Bahamas: Abaco e Grand Bahama facendo danni stimati per almeno 10 miliardi di dollari, oltre 2500 dispersi ( ovvero morti ) e lasciando almeno 70mila persone senza una casa.

Il fratello di mia moglie è sopravvissuto per miracolo con i bambini in braccio dentro un rifugio, semi sommerso dall'acqua per oltre 40 ore mentre fuori l'uragano spaccava tutto col vento a 300 km/ora e un telo di plastica sopra le teste, con il corpo semi sommerso nell’acqua. 40 ore è un tempo lunghissimo in quelle condizioni. Lo zio di mia moglie ha perso la casa. È un ex ufficiale della polizia in pensione ed era pronto per godere un po' di serenità dopo una vita di lavoro. Non più! La casa non c'è più. Si è salvato, insieme alla famiglia perché sanno nuotare, e si sono messi al sicuro nuotando in mezzo alla tempesta fino a una casa più elevata che non era sott'acqua. Si parla di 6 metri d'acqua. Adesso bisogna ricominciare da zero.

Ci sono migliaia di queste testimonianze e migliaia di persone che hanno perso la vita, risucchiate via e trascinate dal mare chissà dove.  

A seguito di questi tragici eventi io e mia moglie abbiamo promosso un’iniziativa di solidarietà per una raccolta fondi da donare a queste famiglie che hanno perso tutto.

Il famoso pittore fiorentino Tiziano Bonanni ha messo a disposizione una sua opera che ci ha consentito di raccogliere una bella somma. https://www.tizianobonanni.it/biografia

Poi tanti amici, conoscenti e anche persone che neanche mi hanno mai visto hanno contribuito con delle donazioni che non finirò mai di ringraziare. Speravo di poter consegnare la somma raccolta di persona, per un’iniziativa che riguardava la ricostruzione di una scuola, ma visto il protrarsi del blocco ai viaggi dovuto al Covid, abbiamo deciso di fare la donazione direttamente ad alcune delle famiglie colpite. L’ammontare delle somme raccolte è stato pubblicato su Facebook per dare la massima trasparenza. Troppe volte si sente dire di gente che si frega i soldi della beneficienza e non volevo che si pensasse questo.

Ci siamo appoggiati alla famosa giornalista Shenique Miller che ha uno show molto seguito che si chiama The Conversation. Tramite i suoi contatti, i politici locali hanno selezionato le famiglie effettivamente più bisognose e la donazione è stata fatta in contanti, consegnando i soldi in mano, su diretta Facebook. Ci tenevo a questo, per dimostrare che ogni centesimo raccolto è finito EFFETTIVAMENTE nelle mani delle persone colpite dalla tragedia.

La donazione è avvenuta prima del Natale 2020. È stato molto toccante vedere le persone commuoversi con gratitudine quando hanno ricevuto in mano i soldi da noi donati. La nostra nazione Italia ha fatto una figura bellissima. Ne sono veramente orgoglioso. Abbiamo fatto la figura degli eroi. Viva l'Italia! Grazie agli amici che hanno contribuito!  L'iniziativa è stata magistralmente coordinata dalla bravissima giornalista Shenique Miller. Il successo è stato talmente grande che la nostra donazione è servita da esempio. Infatti, lo show ha invogliato molti altri imprenditori e personaggi famosi a unirsi anche loro, per non essere da meno di noi! Questo è molto bello. È stato veramente un buon esempio e siamo riusciti a fare del bene e a regalare un Buon Natale a chi ha perso tutto nella tragedia dell'uragano. Ecco il link della trasmissione con il mio intervento al min.40 circa: https://www.facebook.com/theconversationbah/videos/3963404763679278/

Il protrarsi dell’emergenza sanitaria non ha di certo aiutato. Un paese come le Bahamas che vive di turismo è stato colpito, anche da questa difficoltà, come del resto tutto il settore turistico che ha messo in ginocchio chiunque lavorasse  con il turismo.

Da parte nostra, continuiamo l’attività di solidarietà nei confronti delle vittime dell’uragano attraverso l’Associazione Italia Bahamas Onlus (CF 94286760486) di cui sono il fondatore e presidente. Per molte famiglie non è cambiato nulla. Continuano a non avere la casa ed hanno perso anche il lavoro. La prossima iniziativa di solidarietà, vedrà la pubblicazione del mio nuovo libro, il cui ricavato sarà devoluto completamente alle vittime dell’Uragano. L’annincio sarà fatto in una prossima newsletter.

Queste sono le principali attività elencate nello statuto dell’Associazione Italia-Bahamas Onlus:

Promozione e scambio di ogni tipo di circostanza riferita alla gastronomia e all’arte culinaria compresa la possibilità di promuovere commerci e scambi con l’intento di far conoscere reciprocamente le proprie eccellenze alimentari e i prodotti della natura, della terra, del mare, e dell’industria gastronomica, della ristorazione e del settore alimentare in genere. Promozione di scambio culturale scolastico ed accademico, agendo da trait d’union ed intermediario per l’organizzazione di corsi di formazione, possibilità di organizzare soggiorni per studenti, professori, professionisti ed esperti artigiani, fornitura di know how e sviluppo delle inter relazioni creando piattaforme di lavoro di tipo accademico in ogni settore della scuola, della cultura, dell’arte e dell’artigianato nei due paesi di riferimento ovvero l’Italia e le Bahamas senza escludere, laddove si verifichi la necessità, anche l’adesione e l’interessamento di altre nazioni estendendo il campo d’interesse al mondo intero. Sviluppo di progetti relativi alla tutela e dell’ambiente e all’ecosistema marino e terrestre che possono riguardare lo studio e messa in opera di iniziative di largo respiro improntate all’aspetto più virtuoso della conservazione delle risorse naturali, comprese iniziative di solidarietà nel caso di eventi calamitosi.

Per donazioni:

FONDAZIONE ITALIA BAHAMAS

IBAN: IT30F0521602804000000099891