Lo stivale sulla faccia

Non traggo nessun guadagno nello scrivere questa newsletter. Lo faccio soprattutto per me. Una specie di diario per ricordare nel tempo e fissare certi ragionamenti che mi vengono in mente. Parlando con le persone e osservando come si stanno comportando quasi tutti in questi giorni di panico totale indotto dalla paura del contagio da coronavirus, mi è tornato in mente il corso di bagnino che feci circa trent’anni fa. Ai bagnini, quando si tratta di salvare una persona che sta annegando, insegnano che in certe occasioni, quando si cerca di salvare un bagnante in preda al panico, bisogna prima prenderlo a sberle, altrimenti non si riesce neanche ad avvicinarsi. E così è adesso. La gente è così paralizzata dal panico indotto dalla propaganda dei telegiornali che bisognerebbe veramente prendere a schiaffi le persone per farle ragionare, ma dubito che ci si riuscirebbe. Quando il cervello è pregno di propaganda, è come il bagnante che è già annegato. La linea di demarcazione tra esseri pensanti e semplici pecore è rappresentata dagli eventi dell’undici settembre. L’11/9/2001 tutte le TV hanno mandato in onda per giorni in “loop” ovvero di continuo, le immagini di 2 aerei che colpiscono 2 grattacieli. Ciò avvenne intorno alle 10 di mattina. Alle 5 di pomeriggio, un altro grattacielo. L’edificio n.7 si è polverizzato sul suo perimetro disintegrandosi in 6 secondi netti senza essere stato colpito da nulla. Ovviamente le televisioni non hanno parlato quasi per nulla di quest’altro crollo, altrimenti qualcuno si poteva insospettire. Questa è la linea di demarcazione. Se una enorme quantità di persone credono che un grattacielo fatto di cemento armato e di possenti strutture d’acciaio possa sparire come per magia in 6 secondi netti senza essere colpito da niente, allora la stessa massa di pecore acefale può credere a qualsiasi altra cosa, come quella di una pandemia provocata da un pipistrello in Cina che attraversa interi continenti senza fare niente, per poi arrivare a Codogno e causare quello che sappiamo. Una pandemia, come si chiede il ricercatore Stefano Scoglio, provocata da un virus che non è neanche mai stato isolato: “Dato che il SARS-CoV 2 è stato accusato di causare sintomi respiratori molto gravi e unici (il Covid-19), qualcuno può fornirmi lo studio che lo dimostra? Sono sicuro che abbiate familiarità con i 4 postulati di Koch, che sono il fondamento di ogni ricerca microbiologica. Quindi, dov'è lo studio in cui hanno isolato il virus; l'hanno messo in una cultura; l'hanno iniettato come virus purificato in un animale; hanno registrato sia i sintomi che il virus dovrebbe causare, sia la sua significativa proliferazione nell’ospite. Questo è l'unico tipo di studio che può provare la causalità in rapporto ad una malattia da parte di qualsiasi organismo ( il virus ovviamente non può nemmeno essere definito come un organismo, ma le regole sono valide anche per i virus). Ho cercato molto un tale studio, ma non sono stato in grado di trovarlo”.

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